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Maltempo, Costa: “Governo impegnato nella conta dei danni”

A disposizione “il famoso miliardo” per i prossimi tre anni. Ma servono i progetti da enti locali. Intanto 11 Regioni hanno chiesto lo stato di emergenza

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di Redazione | 2018-11-6 6/11/2018 ore 15:00

Maltempo a Roma

Il Governo è impegnato in “queste ore” a fare il bilancio sui danni causati dal maltempo. Lo ha dichiarato stamattina il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, a margine dell’inaugurazione della fiera della green economy a Rimini. Costa ha quindi precisato che è previsto “un consiglio dei ministri urgente in questa settimana. Io rientrerò nel pomeriggio a Roma, perché la Protezione civile ci possa dare questo bilancio”.

E proprio al dipartimento della Protezione civile – che trasmetterà poi le richieste a Palazzo Chigi – sono già state presentate richieste di stato di emergenza per i danni causati dal maltempo da undici regioni. Si tratta di: Veneto, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Lazio, Sardegna, Calabria, Toscana, Emilia-Romagna, Lombardia e Trentino Alto Adige.

L’emergenza maltempo, infatti, ha spiegato il ministro è gestita dalla Protezione civile e non dal ministero dell’Ambiente che, invece, “gestisce con i suoi fondi ciò che serve per non entrare in emergenza. E’ il “famoso miliardo – ha aggiunto – che abbiamo messo a disposizione per i prossimi tre anni”. Una cifra che potrebbe salire se necessario, trasformandosi in un vero e proprio “Piano Marshall” che potrà contare su “6 miliardi e 250 milioni scaglionati negli anni”. Soldi che “sono cash” ma il Governo aspetta da Regioni e  Comuni di ricevere “ancora più progetti. Se ne arrivano ancora, andremo a prenderci i soldi anche in Europa. Più progetti esecutivi cantierabili ci sono, più noi li finanzieremo”.

Ha poi chiarito di non aver detto no ai “fondi della Banca europea di investimenti contro il dissesto” ma di aver sostenuto il contrario, dicendo: “Ho dei fondi già in bilancio, quei fondi spendiamoli”. In quanto, “sono collegati alla quantità di progetti che sono stati depositati. Se io devo prendere dei fondi ulteriori a prestito, dove pago un interesse, e non ho i progetti, è ridicolo. Che li metto sotto al letto questi fondi? Ho chiesto alle Regioni e agli enti locali ‘fatemi ancora più progetti, presentatemene ancora di più, e noi andiamo a prendere anche questi altri soldi’. Non ho mai detto di no, ho detto che i fondi si spendono per i progetti. Più progetti ci sono, più fondi ci sono”.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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