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Approvata la delibera Ecopass

Il pedaggio anti-inquinamento entrerà in vigore entro due anni ma solo se nella Capitale miglioreranno i servizi del trasporto pubblico

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di Redazione | 2018-11-23 23/11/2018 ore 10:00

(immagine di repertorio)

Dopo quattro sedute l’assemblea capitolina con 24 voti favorevoli e 10 contrari ha approvato la delibera 75/2018 con le linee guida per l’introduzione di un pedaggio anti-inquinamento per l’ingresso nella Ztl Vam, la cosiddetta congestion charge.Nulla cambierà però prima di due anni. Il provvedimento infatti è una delibera d’indirizzo che non ha efficacia immediata, ma dà mandato alla Giunta e agli uffici capitolini, appunto entro due anni, di introdurre il pedaggio.

Nel provvedimento si sottolinea come sarà necessario “valutare il raggiungimento di adeguati livelli di servizio del trasporto pubblico locale prima dell’eventuale entrata in vigore del provvedimento”. L’area sarà comunque accessibile con moto e motorini, mentre ci saranno incentivi per chi usa le auto elettriche e penalizzazioni per le macchine con cilindrate elevate. Adesso dunque la palla passa agli uffici capitolini che -come previsto dalla delibera – dovranno realizzare uno studio di fattibilità.

A illustrare la delibera era stato il primo firmatario e presidente della commissione capitolina Mobilità, Enrico Stefàno: “Ci troviamo oggi a discutere di una delibera molto importante, un futuro provvedimento che potrebbe cambiare il volto della nostra città ed è stato oggetto di un ampio dibattito anche sui media”. “Futuro provvedimento” perché, aveva spiegato Stefàno: “Con la delibera di oggi non viene introdotta la congestion charge a Roma, ma si avvia un percorso di studio, approfondimento e condivisione con tutti gli steakeholder della città, che potrebbe portare da qui a due anni all’introduzione di questa importante e significativa misura. Con questo atto noi diamo mandato al dipartimento Mobilità e a Roma servizi per mobilità di fare appunto questo studio”.

A che serve dunque una delibera d’indirizzo? “Serve perché il tema è talmente complesso e vasto che richiederà anche solo per farlo studiare un numero di risorse di personale importante. È bene dunque che ci sia un’indicazione chiara da parte della politica”, ha spiegato il consigliere del M5s.

Nella delibera, però, non ci sarà alcuna indicazione sulle tempistiche per l’introduzione della misura: “Non c’è una data categorica per l’avvio della congestion charge all’interno di questa delibera, – aveva detto Stefàno – ma avviamo un percorso che, data la complessità della misura che si vuole introdurre, comunque durerà non meno di un anno, un anno e mezzo perché sarà necessario fare rilevamenti sul traffico, sondaggi sugli spostamenti, matrici di origine e destinazione e un censimento dei mezzi di trasporto. L’obiettivo è fare questo lavoro propedeutico così qualora si volesse introdurre questa misura chiaramente siamo tutti pronti”.

Stefàno aveva anche difeso il provvedimento dalle principali critiche che sono state rivolte in questi mesi all’ipotesi d’introduzione del congestion charge: “Le congestion charge sono diffuse in tante capitali del mondo da Londra a Singapore. Non è una misura restrittiva che favorisce i ricchi e penalizza i poveri, ma esattamente il contrario. La critica più diffusa è ‘prima mettete a posto i mezzi pubblici e poi, se volete, fate la congestion charge’, invece, per quel che riguarda gli autobus decongestionare il traffico significa migliorare il servizio”. “È un provvedimento volto a incentivare comportamenti virtuosi e non a fare cassa”.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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