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Incendio Tmb: Comune al Viminale, sorvegliare impianto di Rocca Cencia

Per un mese i rifiuti andranno a impianti regionali. In attivazione il tritovagliatore di Ostia. L’Abruzzo tentenna su proroga accordo in scadenza

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di Redazione | 2018-12-13 13/12/2018 ore 10:03

Le operazioni dei Vigili del Fuoco (immagine d’archivio)

Niente Natale tra i sacchetti d’immondizia. A rassicurare i romani, dopo il gravissimo incendio che ha reso inutilizzabile l’impianto Tmb di via Salaria, è la sindaca Virginia Raggi: “Stiamo scongiurando qualunque tipo di emergenza grazie alla collaborazione della Regione e del Ministero. Stiamo affrontando il problema in modo strutturale per prevenire il consueto picco di produzione natalizio”.

Nell’attesa dell’esito delle indagini della magistratura, dal Campidoglio parte una lettera al ministro dell’Ambiente Sergio Costa in cui si chiede, attraverso il coinvolgimento anche dei Ministeri dell’Interno e della Difesa, una maggiore sorveglianza e presidi di sicurezza per gli altri siti di deposito e trattamento rifiuti che servono la città, con particolare attenzione al Tmb di Rocca Cencia (l’altro impianto di proprietà di Ama presente in città)

Ma nonostante le parole di fiducia della sindaca, i primi ostacoli sono già all’orizzonte. Per evitare una crisi a partire dal 2019, la municipalizzata dei rifiuti di Roma, Ama, ha formalizzato all’Abruzzo la richiesta di una una proroga dell’accordo, in scadenza a fine anno, che prevede il trasferimento lì di una quota dei rifiuti raccolti nella capitale. Ma i primi feedback sono negativi: “Domani ne parleremo in Giunta, ma io sono contrario. Sono quattro anni che aiutiamo il sistema di gestione dei rifiuti di Roma che, nel corso del tempo, non è migliorato”, dice il sottosegretario alla presidenza della Giunta abruzzese con delega ad Ambiente, Mario Mazzocca.

Per il resto, gli appelli alla collaborazione istituzionale per fronteggiare il grave imprevisto, sono andati in porto. La Regione ha trasmesso all’Ama la lista degli operatori che nei confini regionali si sono detti disponibili ad accogliere (ex novo o in maggiore quantità) per un mese i rifiuti che non vanno più nell’impianto di via Salaria: Viterbo, Aprilia (già destinatari dei camion aziendali) e Rocca Cencia (dove oltre a quello di proprietà pubblica c’è anche un altro impianto privato).

E ora la palla è passata all’azienda che deve scegliere dove andare e se eventualmente stipulare nuovi contratti. Come soluzione tampone, nell’immediato, Ama sta già conferendo maggiori quantitativi nel suo Tmb di Rocca Cencia, a Viterbo, nei due Tmb di Malagrotta, a Frosinone e ad Aprilia. E si prevede l’attivazione anche del tritovagliatore di Ostia, per i quantitativi prodotti su quel territorio.

Dopo l’incendio, il Tmb in questione, tanto contestato per i cattivi odori dagli abitanti della zona, non sarà mai più riacceso bensì riconvertito. “Se la chiusura fosse stata programmata sarebbe stata a costo zero. Oggi dovendo ricollocare all’improvviso i rifiuti è possibile che ci siano effetti sulla tariffa Tari“, fa sapere Raggi che però lancia un avvertimento: “Ho chiesto al ministro e alla prefettura di vigilare sulle tariffe e sui costi affinché nessuno possa pensare di speculare, in un momento di necessità, sulla pelle dei romani”.

Intanto gli ultimi dati Arpa rilevano, in seguito al maxi-rogo, l’aumento dell’inquinamento atmosferico nei pressi di Villa Ada (particolato oltre i limiti di legge) e un alto livello di microinquinanti nocivi per la salute, come la diossina, misurato ieri in una centralina a 50 metri dall’impianto a fuoco. Secondo l’Agenzia regionale per la protezione ambientale i dati sui microinquinanti diffusi nell’aria dal maxi rogo sono alti ma “compatibili con la vicinanza di un incendio. Non parlerei di danno ambientale, ora gli effetti sulla salute li dovranno stabilire gli enti competenti” spiega il direttore generale dell’Arpa Lazio Marco Lupo. Per le diossine “il valore rilevato è sette volte superiore al limite fissato dall’Oms per le aree urbane, ma è normale che lo sia a pochi metri dall’incendio”, sostiene il dirigente. Per arginare l’inquinamento, in particolare da polveri sottili, “tenuto anche conto dell’incendio di ieri”, il Campidoglio ha disposto per oggi lo stop alla circolazione dei veicoli più inquinanti. (fonte Ansa)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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