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Sant’Alessio: Al Conservatorio presentazione del libro con il contributo di Sorgente di Mainetti

Un documentato racconto di uno dei pilastri del Welfare della Capitale che compie 150 anni

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di Alg | 2018-12-13 13/12/2018 ore 9:30

Il libro sul Sant’Alessio

Il Sant’Alessio è in qualche modo un pilastro del welfare della Capitale e non solo. Un po’ la punta di diamante delle Ipab, enti che nel corso dei secoli sono nati per tutelare e dare garanzie ai più deboli, agli “scartati” dalla società, come direbbe Papa Francesco.

Ora il Sant’Alessio compie 150 anni e i suoi archivi, le sue storie, le persone che lo hanno conosciuto si riflettono in un libro realizzato per l’occasione, dal titolo  “Vedere Oltre – storia dell’Istituto per non vedenti S. Alessio”, saggio di Luigi Scoppola Iacopini, edito da Palombi Editori e Musa Comunicazione. Nelle librerie sarà in prossimità del Natale, ma verrà presentato  domani 14 dicembre alle ore 17.30 presso la Sala Accademica del Conservatorio di Santa Cecilia a Roma, durante una serata dedicata ai festeggiamenti per il “compleanno” dell’ente.

Fondamentale è stato il contributo di Sorgente Sgr, che fa capo a Sorgente Group di Valter Mainetti, e gestisce il fondo Immobiliare Sant’Alessio. La ricerca negli archivi è stata lunga e faticosa, anche perché il Sant’Alessio è cambiato in modo radicale in questi 150 anni. A volerlo fu Pio IX, pontefice illuminato che per primo gettò le basi di un sistema di accoglienza dei più emarginati, in questo caso dei non vedenti.

L’organizzazione fu subito affidata ai padri Somaschi, da sempre impegnati nella formazione professionale. Nei locali attigui alla originaria sede della basilica di Sant’Alessio, nacque appunto la prima vera scuola dove i non vedenti potevano apprendere la musica, ma soprattutto padroneggiare la lingua scritta con il metodo Braille. Nel tempo l’Istituto si è trasferito da Sant’Alessio a Viale Odescalchi (nel quartiere dell’Eur), poi nel 1987 è stato fuso con l’Ospizio Margherita di Savoia per i Poveri Ciechi, dopo aver ottenuto il riconoscimento di Ente Morale ed essere classificato come IPAB, Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza.

I  vertici dell’istituto però in questo secolo e mezzo hanno capito che non ci si poteva limitare a una pura forma di assistenza, che poi rischiava di trasformarsi in assistenzialismo. Dunque si è passati a progetti di formazione, di integrazione attiva, affinché chi menomato non si sentisse perennemente soggetto svantaggiato.

Volti, storie, sensazioni, il libro, scritto quasi con una vena narrativa, vuole ritrarre anche questi aspetti. E in questi ultimi anni, il Sant’Alessio è diventato in qualche modo anche punto di riferimento di una rete di assistenza regionale ai più deboli. Infatti, e Sant’Alessio e Asilo Savoia hanno di recente siglato un protocollo d’intesa per rilanciare il programma sportivo nelle palestre del Centro regionale Sant’Alessio, che prevede un programma di allenamento in palestra per migliorare il benessere psicofisico dei disabili visivi e favorire la riduzione degli stereotipi comportamentali conseguenti alla cecità.

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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