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Caso Cucchi, teste: “disse picchiato da chi mi ha arrestato”

‘ripeteva sto male’. Nuova udienza del processo a 5 carabinieri

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di Redazione | 2018-12-14 14/12/2018 ore 18:30

Stefano Cucchi

“Stefano ripeteva ‘sto male, sto male’. Poi mi confidò di essere stato picchiato da chi lo aveva arrestato”. Annamaria Costanzo, ex detenuta, oggi in aula ha ricordato cosa le disse Stefano Cucchi quando lo incontrò nelle celle del tribunale capitolino dove il geometra romano attendeva l’udienza di convalida. La donna, quelle frasi le aveva già dette (e in quel caso era stata la prima volta) nel processo scaturito dalla prima inchiesta per la morte di Cucchi e oggi le ha ripetute anche davanti alla prima Corte d’assise di Roma, i cui giudici per quella morte stanno valutando la posizione di cinque carabinieri, tre dei quali accusati di omicidio preterintenzionale.

“Fu Stefano a fermarmi mentre ero nel corridoio delle celle – ha detto la Costanzo – Mi chiese una sigaretta, mi disse che era in cella per un po’ di fumo e che stava male perché non gli volevano dare la pasticchetta. Continuava a dire ‘sto male’ e gli domandai ‘ma che ti hanno menato?’. Mi rispose di sì e che erano stati gli agenti che l’avevano arrestato; e che erano in due. Io quella sigaretta gliela diedi dicendogli ‘speriamo che non è l’ultima che ti fumi’, perché vidi che stava veramente male”.

Le condizioni di Cucchi, in quell’occasione sono state descritte nei particolari: “Vidi la sua faccia dallo spioncino della celletta, aveva lividi in faccia. Agli agenti dissi ‘chiamate qualcuno, chiamate un dottore, perché questo ragazzo sta male’. E un secondino mi rispose che non dipendeva da lui, ma dal nucleo che l’aveva portato lì, che l’aveva arrestato. Mi sento sempre in colpa, sto col pensiero quando sento parlare di questo ragazzo”.

Il resto dell’udienza di oggi è stato occupato dal sentire testimonianze per ‘fissare’ lo stato dei luoghi della sala della caserma dove Cucchi sarebbe stato picchiato; impresa impossibile, questa, perché quando nel 2016 è stato fatto il sopralluogo e l’accertamento fotografico, quei luoghi erano già stati ristrutturati. E poi è stato sentito anche un carabiniere che pochi giorni dopo la morte di Cucchi, nella casa dove lui abitava trovarono un quantitativo di sostanza stupefacente. Prossima udienza, a fine gennaio.

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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