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Atac è salva, ok dei creditori a piano concordato

Ora la parola passa al Tribunale fallimentare. Raggi: “Atac rinasce. Salviamo 11 mila posti di lavoro”

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di Redazione | 2019-01-9 9/01/2019 ore 9:30

I creditori dell’Atac hanno dato parere favorevole al piano di concordato proposto dalla municipalizzata dei trasporti di Roma, passaggio fondamentale per il ‘salvataggio’ dell’azienda a cui punta il Campidoglio.

Ora la parola passa al Tribunale fallimentare che dovrà confermare o meno il voto dei creditori con una sentenza di omologa. Il voto dei creditori dell’azienda sul concordato preventivo è uno step fondamentale per il prosieguo dell’iter scelto per risanare Atac, azienda gravata da un miliardo e quattrocento milioni di euro di debiti.

La sindaca Virginia Raggi esulta: “Atac rinasce. Atac resta dei cittadini. Presto 600 nuovi bus e lavori metro. Salviamo 11 mila posti di lavoro. Conti in regola, multe a chi non paga biglietti e rilancio trasporto pubblico”.

Il piano quest’estate ha incassato l’ok del Tribunale Fallimentare dopo essere stato integrato da una serie di chiarimenti richiesti in precedenza dallo stesso Tribunale. Ora lo stesso documento è stato sottoposto per l’approvazione a circa 1.200 creditori cosiddetti ‘chirografari’ (tra cui, le banche, la Regione Lazio, Trenitalia, Cotral).

Il Campidoglio, che ha un credito di circa 500 milioni con la sua municipalizzata, sarà l’ultimo ad essere ripagato e non ha votato. Come pure non hanno votato i cosiddetti creditori privilegiati.

“Noi siamo molto fiduciosi che questo concordato riuscirà ad avere l’approvazione dei creditori. Non vedo alcun rischio in proposito”, aveva detto il presidente della municipalizzata, Paolo Simioni, alla vigilia dell’avvio del voto (possibile dopo il 19 dicembre anche via Pec e raccomandata).

Ma per rimettere in carreggiata un’azienda che ancora oggi balza agli onori delle cronache per i ritardi nei servizi e per i bus che, periodicamente, vanno in fiamme, ci vorrà anche uno sprint nella manutenzione delle infrastrutture e una grossa iniezione di nuovi mezzi. I veicoli che circolano a Roma sono, infatti, mediamente molto più anziani della media europea. Quest’anno si prevede l’arrivo di 227 nuovi bus (nell’ambito del pacchetto acquistato attraverso la piattaforma Consip) e l’entrata in funzione di due nuove linee elettriche di minibus nel centro storico.

Per il restyling delle metro A e B sono in arrivo 425 milioni ministeriali, che si sommano ai circa 500 milioni di investimenti in tre anni previsti dal bilancio di previsione 2019-2021 del Campidoglio per la mobilità. Oltre all’ammodernamento delle metropolitane, si punta al prolungamento della metro C, alla realizzazione di nuove infrastrutture, tram, corridoi filoviari, ciclabili, preferenziali e alla messa in sicurezza degli incroci più pericolosi.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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