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PD: Zingaretti reagisce alla morsa di Renzi

Per le elezioni europee propone lista aperta a tutte le componenti della sinistra per creare argine a Lega e M5S

Beppe Leone
di Beppe Leone | 2019-01-15 15/01/2019 ore 12:30

Tra meno di due mesi (il prossimo 4 marzo) il popolo del Pd si recherà nei gazebo per esprimere, attraverso le primarie, la sua scelta per il nuovo segretario del partito. Un appuntamento importante per il quale il “governatore” del Lazio, Nicola Zingaretti, si augura di superare – o quanto meno raggiungere – la quota di un milione di votanti (ben lontani dai 3 milioni del primo esperimento delle primarie, ma allora erano altri tempi e per l’Italia e per la sinistra del nostro Paese).

I candidati ad assumere la guida del Pd sono, come è noto, sei, ma a contendersi la vittoria sono solo due: lo stesso Zingaretti e Maurizio Martina, che ha retto il partito nel dopo-Renzi. Un ruolo di comprimario è svolto invece da Roberto Giachetti, in rappresentanza dell’ala più intransigente dei renziani. La battaglia congressuale dei “democratici” è iniziata da tempo e, almeno finora, non si sono registrati colpi bassi da parte dei suoi partecipanti, ma con l’avvicinarsi del 4 marzo è molto probabile che il clima diventerà più incandescente.

Certo è che questa campagna elettorale interna al Pd si intreccia pesantemente con quella che, a partire da febbraio, interesserà cinque regioni italiane – Abruzzo, Basilicata, Emilia-Romagna, Sardegna e Toscana (l’ordine è alfabetico e non di calendario di voto) – e con quella, molto più importante, che si svolgerà per la consultazione per il rinnovo del Parlamento europeo del 26 maggio, in concomitanza con una consistente chiamata alle urne per le amministrative in molti Comuni italiani. Un triplo impegno, quindi, per il Pd e sono in tanti a sostenere che per la nomina del nuovo segretario era meglio rinviare le primarie a dopo il voto europeo.

Comunque, le cose stanno così ed ormai non si può arrestare la macchina congressuale. Guardando alla situazione, Zingaretti sembra tuttora avanti nei sondaggi, ma Martina lo incalza da presso. Certo è che il presidente della Regione Lazio appare stretto nella morsa di Matteo Renzi. Dopo il ritiro dalla corsa di Marco Minniti, infatti, la strategia dell’ex presidente del Consiglio sembra essere quella di impedire che Zingaretti raggiunga il 50%+1 dei voti dei gazebo in modo tale che la decisione sulla nomina del segretario passi, come da regolamento, all’assemblea nazionale (anche i suoi componenti saranno eletti dalle primarie). Ed in questa sede i renziani (sia presenti tra i sostenitori di Martina sia di Giachetti) potrebbero far pendere la bilancia a favore dell’ex ministro dell’Agricoltura e reggente del Pd.

La contromossa di Zingaretti è la proposta per le elezioni europee che la lista del Pd sia aperta a tutte le componenti la sinistra italiana per creare un argine a Lega e M5S. Una proposta che potrebbe invogliare gli elettori di questo mondo politico a recarsi ai gazebo per esprimere la loro preferenza nei suoi confronti.

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A proposito dell'autore

Beppe Leone
123 articoli

Beppe Leone è giornalista professionista dal gennaio del 1977. Laureato in Scienze Politiche presso l'Università "la Sapienza di Roma", è stato capoufficio stampa della Camera dei Deputati dal giugno del 2008 al 31 dicembre del 2013. In precedenza è stato caporedattore centrale e a capo del Servizio politico dell'Agenzia giornalistica Asca.

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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