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Cara di Castelnuovo, è gara di solidarietà

Dalla provincia di Roma, da Umbria, Toscana e Veneto, in tanti offrono ospitalità. Ma le proteste non fermano i pullman, entro sabato il centro sarà vuoto

di Redazione | 2019-01-24 24/01/2019 ore 9:20

La deputata Leu Rossella Muroni blocca un pullman

I vestiti stesi sulla corda nel cortile aldilà della recinzione restano inzuppati sotto la pioggia battente, così come le tante biciclette appoggiate sulle inferriate. Davanti al Cara di Castelnuovo di Porto tutto è rimasto fermo dopo l’arrivo dei primi pullman, che avevano annunciato la chiusura definitiva del centro. Ieri altre 75 persone sono salite su tre mezzi diretti in città lontane centinaia di chilometri.

Qualcuno, come la deputata di Leu Rossella Muroni, ha provato a fermarli ma i pullman sono ripartiti e altri lo faranno ancora fino a sabato, per poi svuotare definitivamente il Cara. Dei 512 ospiti che stanno man mano lasciando la struttura, molti avevano cominciato un percorso, studiando l’italiano, frequentando le scuole e aderendo a progetti o impegnandosi in lavori. Ora vivranno altrove nelle strutture del centro Italia, ma anche in Lombardia, Piemonte e Campania. Non solo trasferimenti. Per gli effetti della nuova legge Sicurezza, una ventina di persone titolari di permesso umanitario hanno ricevuto un foglio dove si legge la “revoca dell’accoglienza”. Finiranno per strada e tra loro rischiano di esserci anche una giovane madre con un bambino di sei mesi e una persona malata di cancro.

Si è detto “molto preoccupato” il presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, spiegando che “certi problemi devono essere risolti tenendo conto della condizione delle persone e delle loro fragilità. Ci sono persone che hanno sofferto terribilmente e che sono state sfruttate. Questa gente arriva da noi esausta”.

E tra il viavai di nordafricani in bicicletta davanti al centro, ci sono coppie di persone che hanno fatto diversi chilometri in macchina per “offrire ospitalità”, portando scarpe e vestiti.

“Al Comune stanno arrivando tante mail dai vicini paesi in provincia di Roma, da Umbria, Toscana e Veneto, di persone che si offrono di ospitare i migranti”, spiega il sindaco di Castelnuovo, Riccardo Travaglini.

Nel mondo della politica la bufera non accenna a diminuire. “Abbiamo fatto oggi quello che farebbe qualunque buon padre di famiglia – spiega il ministro dell’Interno, Matteo Salvini -. A Castelnuovo c’era il secondo più grande centro di migranti, era arrivato ad accogliere più di mille persone. Lo Stato pagava 1 milione di affitto all’anno più 5 milioni per la gestione. Quindi essendosi dimezzati gli immigrati ospiti di quel centro e liberati altri posti nel Lazio, è giusto chiudere quella struttura, risparmiare quelle risorse, liberando quella enorme struttura”. Ma il Pd chiede che “venga rispettata la dignità delle persone” e una delegazione di parlamentari dem, che ha visitato il Cara, ha detto: “E’ una decisione disumana, questo centro funzionava”. Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha “stanziato 1,2 milioni di euro per non far chiudere gli Sprar, un fondo che attiviamo per far ritornare quell’umanità perduta nella crudele vicenda dello sgombero al Cara di Castelnuovo di Porto”. A montare, in queste ore, è anche la protesta degli operatori sociali del centro, che tra poco non esisterà più. “Perderemo il lavoro”, dicono preparandosi ad una manifestazione domani davanti al Ministero dello Sviluppo Economico a Roma. Tra poche ore altri 60 migranti saluteranno per sempre il Cara di Catelnuovo. Nel frattempo un altro bus si è fermato dal centro ed è sceso qualche bimbo. Ad aspettarlo c’erano i genitori, ospiti del Cara: “Hanno salutato la classe. Sanno che non li rivedranno più”. (fonte Ansa)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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