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Lotito su multe cancellate, “non lo farei mai, è un equivoco”

“Con i 6 milioni che pago ogni volta al Fisco? Uno come me va appresso alle multe da 50 o cento euro?” ha detto

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di Redazione | 2019-01-29 29/01/2019 ore 11:45

Claudio Lotito

“E’ verosimile che io possa andare in Comune a farmi levare le multe? Con quello che verso allo Stato ogni anno, con i 6 milioni che pago ogni volta al Fisco, addirittura in anticipo. Uno come me va appresso alle multe da 50 o cento euro? Ma pure se fossero da diecimila euro non lo farei”. Il presidente della Lazio Claudio Lotito, intervistato oggi dal Messaggero, definisce “un grande equivoco” il suo coinvolgimento nell’inchiesta sulle contravvenzioni cancellate a Roma.

“Lo risolverò con i pm. Io i processi li faccio nelle sedi competenti”. “Stavo sotto scorta e per non gravare sullo Stato ho usato le auto mie. Le mie auto erano conosciute alla Polizia, alla Questura, lo sapevano tutti, ci sono i documenti. Alcune sono anche blindate. Una addirittura è stata comprata direttamente dal sottoscritto”, racconta Lotito.

“Dovevo avere due auto e quattro uomini nella scorta. Abbiamo comprato queste macchine intestate alle mie società e le guidava un poliziotto. Però questo prendeva le multe, magari per le Ztl. Ma la cancellazione era regolare, ci sono pure i documenti ufficiali del reparto scorte. E poi era nel periodo di massima allerta per la mia sicurezza, alla radio dicevano a volte le targhe della mia macchina quando passavo, quindi la dovevo cambiare in continuazione, perché veniva identificata”.

Ieri la notizia che, con la connivenza di un allora funzionario del Comune di Roma, era possibile far annullare contravvenzioni per ingressi non consentiti nella Ztl che delimita zone nevralgiche del traffico cittadino. In una parola: ‘multopoli’, il nuovo filone della maxindagine della Procura di Roma che vede indagate complessivamente 197 persone tra cui anche il presidente della Lazio, Claudio Lotito.

L’indagine è partita dalla denuncia di una dipendente comunale che ha notato anomalie nel dipartimento risorse economiche del Comune, che ha tra le competenze anche quelle relative alle sanzioni amministrative e si occupa delle istruttorie sulle violazione del codice della strada.

Le ipotesi di reato contestate dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal sostituto Francesco Dall’Olio sono di falso e truffa. Al momento gli inquirenti, che hanno delegato le indagini alla Guardia di Finanza, non hanno trovato riscontri ad ipotesi corruttive.

I fatti contestati risalgono al biennio tra il 2012 e il 2014. Oggi l’indagine ha vissuto una accelerazione con il decreto di sequestro preventivo per oltre un milione di euro disposto dal gip Anna Maria Fattori. In totale, dal 2008 al 2014, sono state circa 14 mila le posizioni “debitorie” illegalmente cancellate per un totale di circa 16 milioni di euro.

Per ragioni legate alla prescrizione circa 15 milioni di euro di multe non pagate non rientrano in questo procedimento penale ma gli accertamenti proseguiranno davanti alla Corte dei Conti dove vige un regime diverso in tema di prescrizione.

 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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