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Edilizia: sindacati in piazza. Landini: “sbloccare opere e investire”

“Siamo in 15 mila” in piazza del Popolo, dicono le sigle sindacali del settore edile. In giornata il segretario della Cgil incontrerà il governo

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di Redazione | 2019-03-15 15/03/2019 ore 12:30

“Siamo in 15 mila”: questa la cifra fornita dagli stessi organizzatori dal palco della manifestazione nazionale in piazza del Popolo a Roma, indetta da Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil in occasione dello sciopero generale del settore delle costruzioni, accompagnato dallo slogan “Rilanciare il settore per rilanciare il Paese”.

“Il messaggio di questa piazza è lavoro e diritti, dignità e qualità dell’occupazione insieme ad una nuova idea di crescita del Paese, con un nuovo modo di sviluppo: per farlo, bisogna far ripartire gli investimenti”, ha sottolineato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in piazza del Popolo.

La manifestazione nazionale è l’occasione per i sindacati di ribadire l’attenzione sulle vertenze simbolo del settore, dalla Tav al Terzo valico fino alla statale E45. In mezzo alla piazza c’è, infatti, anche un tunnel di tela nero a rappresentare il tunnel della Torino-Lione con la scritta “Oggi lavoratori tutti a casa”.

Un altro striscione è invece dei “minatori del Terzo valico non si toccano, noi costruiamo non distruggiamo”. Un altro è dedicato alla strada statale E45 “un pezzo della crisi in Italia”. Ma sono tanti altri gli slogan che campeggiano, su cartelli e magliette: “La sfida è costruire insieme il futuro”; “Ricostruiamo l’Italia, mettiamo in sicurezza il Paese”. Su tutti, lo slogan principale della manifestazione: “Rilanciare il settore per rilanciare il Paese”.

Mentre in vista dell’incontro più tardi a palazzo Chigi, Landini aggiunge che “la prima cosa che chiederemo è che si trovino le forme per sbloccare sul serio e in tempi rapidi le opere. Se si tratta di snellire le procedure e renderle meno burocratiche, siamo pronti alla discussione. Non siamo invece disponibili ad accettare una modifica al Codice degli appalti che liberalizzi il sub-appalto e addirittura permetta l’applicazione di qualsiasi contratto. Lavoro e sblocco dei cantieri – ha rimarcato – devono andare insieme al rispetto della legalità, della sicurezza e dei diritti delle persone. Abbiamo chiesto il tavolo, questa manifestazione ha determinato quel risultato. Noi andremo lì per dire quello che pensiamo. Spero che il governo capisca che se vuole veramente cambiare il Paese ha bisogno delle forze sociali”.

Sulla Tav, Landini ha ribadito che “è il governo che deve decidere cosa vuole fare. Non è un tema della trattativa di oggi, Il problema è che sono bloccati tutti gli altri cantieri, quindi lo sblocca-cantieri deve andare nella direzione di far ripartire il lavori messi in campo. Mi auguro che prevalga il senso di responsabilità, oggi in ballo c’è l’interesse generale del Paese, le divisioni e le disuguaglianze del Paese passano anche attraverso la mancanza di infrastrutture, materiali e immateriali. C’è anche il problema della manutenzione. Mi auguro che dall’incontro di oggi emerga una volontà precisa di ascolto e allo stesso tempo di passare ad una fase operativa perché non è più possibile aspettare”, ha concluso Landini.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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