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PD: Il partito torna romanocentrico

Domenica, in Basilicata, molta curiosita’ per i risultati con la leadership di Zingaretti

Beppe Leone
di Beppe Leone | 2019-03-18 18/03/2019 ore 11:50

Nicola Zingaretti, segretario del Pd

Con l’inizio ufficiale dell’era zingarettiana alla guida del Pd, si apre una nuova fase per il maggiore partito della sinistra italiana. Come ha detto domenica all’assemblea nazionale lo stesso presidente della Regione Lazio, “ora cambierà tutto”. Staremo a vedere i primi passi della nuova leadership, ma un fatto e’ certo: il Partito Democratico e’ tornato “romanocentrico”.

Era dai tempi di Walter Veltroni e di Massimo D’Alema, ovvero da circa un ventennio, che i massimi vertici del partito fossero espressione di altre regioni. Ora invece la barra  volge verso la Capitale. Oltre a Nicola Zingaretti, segretario, troviamo infatti il romano Paolo Gentiloni eletto alla presidenza e Deborah Serracchiani, vicesegretaria in quota Martina, che, pur essendo friulana di adozione, e’ nata nell’Urbe. Infine il tesoriere Luigi Zanda, pur essendo nato a Cagliari, vive nella Capitale fin dagli anni della sua giovinezza e quindi e’ piu’ romano che sardo.

Primo banco di prova per il Pd rinnovato e “derenzizzato” sono le elezioni regionali in Basilicata che si svolgeranno domenica prossima, 24 marzo. Certo non bastano pochi giorni per imprimere un nuovo corso al partito, ma c’e’ molta curiosità sul voto lucano per vedere se le novità annunciate da Zingaretti avranno presa sull’elettorato di centrosinistra di quella regione, amministrata in precedenza proprio dal Pd, che nelle elezioni politiche del 4 marzo 2018 aveva girato le spalle al partito rifugiandosi o nell’astensione o nel voto massiccio verso il M5S.

Proprio i grillini erano stati i grandi beneficiari della crisi del Pd. Un anno fa i pentastellati raggiunsero in Basilicata il 44,35 per cento dei consensi, contro il 25,39% del centrodestra e solo  il 19,61% al Partito Democratico.

Ora ai nastri di partenza per la presidenza si presentano Antonio Mattia per i cinquestelle, Vito Bardi per il centrodestra e Carlo Trerotola per il centrosinistra. I sondaggi davano in vantaggio il generale candidato da Lega-Forza Italia-Fratelli d’Italia. Il Pd di Zingaretti spera di rimontare lo svantaggio o,  quanto meno, di ripetere i risultati di Abruzzo e Sardegna, ovvero di superare il M5S che sembra in crisi di consensi. Se il centrosinistra riuscira’ nell’impresa (l’handicap in base ai risultati dello scorso anno e’ di circa 24 punti) il suo nuovo leader sara’ incoraggiato a proseguire sulla strada annunciata. Soprattutto cerchera’ di portare avanti con piu’ vigore la sua strategia di coinvolgere le altre forze della sinistra in un progetto comune che possa contrastare con piu’ efficacia populismo e sovranismo.

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A proposito dell'autore

Beppe Leone
128 articoli

Beppe Leone è giornalista professionista dal gennaio del 1977. Laureato in Scienze Politiche presso l'Università "la Sapienza di Roma", è stato capoufficio stampa della Camera dei Deputati dal giugno del 2008 al 31 dicembre del 2013. In precedenza è stato caporedattore centrale e a capo del Servizio politico dell'Agenzia giornalistica Asca.

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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