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Arresto De Vito: Lombardi, Parnasi mi offrì aiuto ma rifiutai

“Io non ricattabile né in vendita”

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di Redazione | 2019-03-22 22/03/2019 ore 16:06

“Alla fine del 2017 inizio la campagna come candidata governatrice del Lazio. Sono stata avvicinata da diversi imprenditori della borghesia romana che si sono proposti come finanziatori occulti della mia campagna elettorale”. Così in una diretta Facebook la capogruppo M5s in Consiglio regionale del Lazio Roberta Lombardi.

“Mi hanno fatto capire che se avessi avuto bisogno di stampa, servizi che potevano comprare senza figurare erano a mia disposizione – aggiunge – Ecco, io a tutti ho risposto che se volevano investire sul M5s e su di me potevano farmi una piccola donazione che poi avrei pubblicamente rendicontato. Tra questi c’era anche Parnasi, che per ben 4 volte si è offerto di sostenere la mia campagna elettorale durante l’incontro che avemmo e io per quattro volte ho risposto ‘no grazie'”.

Lombardi interviene, spiega, dopo aver letto il “florilegio di basse insinuazioni dei miei nemici politici sulla stampa in cui cercano di legare a distanza di 9 mesi il mio nome con quello di Parnasi” nell’ambito dell’inchiesta che ha visto finire in carcere Marcello De Vito. “Io -rivendica Lombardi- sono quella che ha detto no al virus di Marra, no allo stadio col progetto di Marino. Sono quella che ha detto a una persona a cui sono politicamente vicina, De Vito, che se non fosse stato a posto con la coscienza avrebbe dovuto dimettersi dal suo incarico. Sono entrata nel Movimento nel 2007 – ricorda – e la mia‎ prima battaglia è stata su una speculazione edilizia del Gruppo Parnasi su una ex autorimessa Atac di piazza Bologna (a Roma, ndr).

Mi sono occupata dell’edilizia negoziata che ha distrutto questa città. Sono entrata in parlamento nel 2013, mi sono occupata di enti previdenziali privatizzati. Sono stata avvicinata dal dg di uno di questi e mi è stato fatto intendere che se avessi avuto bisogno di una casa non avrei avuto problemi, e l’ho mandato simpaticamente a cag… Mi sono occupata di piani di zona, e sono stata avvicinata dall’impresa costruttrice dell’appartamento presso cui avevo preso la mia residenza parlamentare per difendere una mamma e due bambini sotto sfratto. Ho mandato a quel paese anche loro perché non incontro privatamente questi soggetti. Se vogliono parlare con me vengono nelle sedi istituzionali – conclude Lombardi – si fanno registrare, come feci all’epoca con Parnasi, e mi dicono quello che hanno da dirmi alla luce del sole”.

“Non sono ricattabile. Non sono in vendita. Questa è la mia unica dote politica”. Così nel corso di una diretta Fb la capogruppo M5s ‎in Consiglio regionale del Lazio. “Conosco le lusinghe del potere, perché in quei palazzi ci sono da anni, e capisco come questi soldi che girano possono cambiarti la vita da un giorno all’altro – spiega – Questa mia durezza è stata la mia forza politica, perché mi ha dato credibilità all’interno del Movimento per poter poi essere credibile quando stigmatizzavo comportamenti non etici nelle altre forze politiche. Io vengo da una famiglia onesta, faccio una vita normale, durerà due mandati e poi tornerò a fare la mia vita. A tutti, all’interno e all’esterno del M5s, dico una cosa semplice: se onoreranno la fiducia che i cittadini ripongono nel M5s avranno da me una lealtà incondizionata. Se questa fiducia verrà disattesa avranno in me la più implacabile nemica. Invito i giornalisti che avessero dubbi sul mio comportamento in campagna elettorale – conclude Lombardi – a venire qua in Regione a studiarsi le carte della mia campagna elettorale che metto a disposizione di tutti per farsi una opinione effettiva se io sia stata o meno avvicinata o comprata da qualcuno nella mia campagna elettorale”.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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