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Il caos metro a Roma e l’inconsistenza dell’opposizione alla Raggi

Richieste di dimissioni ma zero mobilitazioni: la consiliatura tenuta in vita da chi non la contrasta efficacemente

Giacomo Di Stefano
di Giacomo Di Stefano | 2019-03-25 25/03/2019 ore 10:00

Una grande manifestazione di cittadini per chiedere un trasporto pubblico dignitoso e le dimissioni – almeno – dell’assessora ai trasporti del Comune di Roma Linda Meleo.

È questo che ci si sarebbe immaginato da parte delle opposizioni alla Raggi– perlomeno nelle intenzioni – all’indomani di una delle pagine più buie del trasporto capitolino. Un disastro culminato con la chiusura simultanea di Repubblica, Barberini e Flaminio, cuore del centro storico di Roma. Non solo. Ieri è collassato anche il servizio sulla Metro C, con uno stop che ha riguardato la tratta compresa tra San Giovanni e Parco di Centocelle. Il tutto durante la domenica ecologica: niente auto e niente mezzi.

Ma di sconfortante non c’è soltanto il disagio in sé, ma anche la reazione e le proposte messe in campo dagli oppositori di Virginia Raggi a quella che rappresenta una vergogna per una grande capitale europea. Le reazioni di tanti politici d’opposizione in Campidoglio, infatti, si sono limitate all’indignazione e alla richieste di dimissioni.

Un’opposizione seria farebbe di necessità virtù e trasformerebbe un disagio importante per i cittadini in un’arma politica micidiale. Ma per far sì che questa pistola sia carica e non a salve serve altro. La richiesta di dimissioni può avanzarla anche un romano su Twitter. A chi è stato eletto in Assemblea Capitolina è richiesto altro: mobilitare elettori e militanti, fare politica attiva, organizzare eventi sul territorio, sit-in e chi puù ne ha più ne metta.

Non sappiamo se – in queste ore – qualcosa si sta muovendo e questo appunto verrà superato dalla cronaca. Sappiamo che sarebbe stata opportuna una reazione a caldo veemente, immediata, scenica. Una chiamata alle armi – metaforiche – per mobilitare i circoli PD o i militanti di FDI, solo per citare due importanti forze politiche del territorio.

Invece no, perché al momento il più grande nemico di Virginia Raggi è un’hashtag che recita #DIMISSIONI.

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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