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Uccise la madre e la murò in casa, in appello patteggia 14 anni

A Casal Palocco. Figlio con problemi psichici, la scambiò per fantasma

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di Redazione | 2019-04-2 2/04/2019 ore 16:00

Uccise la madre con cinquanta coltellate e ne nascose il corpo in un’intercapedine della villetta nella quale abitavano insieme: poi chiamò il 112 sostenendo che l’aveva scambiata per un fantasma o per un ladro. Oggi Gianluca Sari, romano di 53 anni con problemi psichici, ha patteggiato in appello una condanna a 14 anni e mezzo di reclusione per l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla minorata difesa e dall’avere agito contro un familiare, nonché occultamento di cadavere; a pena espiata dovrà anche passare 5 anni in una Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza. In primo grado era stato condannato a 17 anni di reclusione più cinque di Rems, col riconoscimento della parziale infermità di mente.

Era il 28 marzo 2017 quando, in un’intercapedine di una villetta di Casal Palocco, fu trovato il corpo senza vita di Maria Grazia Cornero, insegnante in pensione all’epoca 80enne. A dare l’allarme fu il figlio Gianluca Sari, che si autoaccusò dell’omicidio. “Ho ucciso mia madre e murato il corpo”, gridò il giovane facendo scattare l’allarme. E fu lui stesso a indicare il punto della casa in cui aveva nascosto il cadavere, poco dopo ritrovato buttando giù una doppia parete di cartongesso tirata su per coprire un’intercapedine.

La donna era rivolta con la faccia verso il pavimento, avvolta in un telo di plastica; risultò colpita cinquanta volte con un coltello. Difficile fin da subito fu chiarire il movente dell’omicidio. Si apprese che madre e figlio avevano da tempo un rapporto conflittuale. Probabile che quella sera Sari – che soffriva e soffre di problemi psichici – non avesse preso le medicine; e per questo la madre lo rimproverava. Le parole della donna gli avrebbero fatto perdere il controllo. Quando i carabinieri arrivarono in quella villetta lo trovarono in stato confusionale. Prima si giustificò dicendo di aver scambiato la donna per un fantasma; successivamente cambiò versione sostenendo che l’avesse confusa per un ladro.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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