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Da luce a corrente: scoperta green di una ricercatrice romana

Emanuela Gatto, dell’Università di Tor Vergata, insieme a una collega padovana, ha creato un nuovo conduttore, un ‘filo-molecolare’ che si auto-assembla

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di Redazione | 2019-04-7 7/04/2019 ore 17:00

E’ stato prodotto in laboratorio un ‘filo molecolare’ che si auto-assembla. Si tratta di un peptide bionico che si accende e trasforma la luce in corrente con un’efficienza maggiore di altri sistemi non biologici e dura mesi, il tutto in ambiente ‘green‘. A realizzare questo nuovo conduttore sono stati Marta De Zotti del Dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università di Padova ed Emanuela Gatto, ricercatrice dell’Università di Tor Vergata.

L’articolo che descrive il lavoro di ingegneria biochimica, proposto da De Zotti e Gatto, è stato pubblicato dalla rivista “Angewandte Chemie International Edition” con il titolo “Building Supramolecular Dna Inspired Nanowires on Gold Surface: from 2D to 3D”.

In natura i processi di trasferimento di elettroni sono fondamentali e vengono realizzati con meccanismi altamente qualitativi, basti pensare agli enzimi o alla fotosintesi. Pertanto lo sviluppo di dispositivi elettronici basati esclusivamente su biomolecole è ricercato, dati gli evidenti risparmi economici e guadagni ambientali che questa rivoluzione comporterebbe.

Tuttavia le biomolecole hanno spesso poca stabilità al di fuori del loro ambiente naturale. Il Dna, ad esempio, mostra una buona conduttività solo per brevi distanze, dopo di che diventa un isolante. Le proteine, materiali molto promettenti per le applicazioni bioelettroniche, spesso sono troppo instabili al di fuori del loro ambiente biologico per essere davvero utili.

Cuore del sistema è la versione analoga di un peptide naturale, chiamato tricogina Ga IV, sintetizzata dal fungo trichoderma logibrachiatum. Tricogina appartiene alla famiglia dei peptaibolici, peptidi naturali che possiedono strutture elicoidali ben definite, notevolmente stabili in condizioni ambientali estreme ottimizzando quanto hanno realizzato i due ricercatori. Grazie a questo lavoro di ingegneria biochimica si è fornito il primo mattone per costruire un circuito elettronico biomolecolare.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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