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Roma: 254 ore l’anno perse nel traffico 

Nel rapporto Cdp sul trasporto locale la Capitale è al secondo posto dopo Bogotà. Dagli investimenti può arrivare la svolta

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di Redazione | 2019-04-29 29/04/2019 ore 11:00

(immagine di repertorio)

Secondo l’indice Inrix nel 2018 gli abitanti di Roma hanno perso 254 ore nel traffico. La Capitale è la seconda città al mondo, dopo Bogotà, dove si trascorrono più ore nel traffico. Lo riporta il ‘’Sole24Ore’’ che pubblica una sintesi del rapporto Cdp, Cassa depositi e Prestiti, sul trasporto locale, di cui è uno dei principali finanziatori.

Anche il resto d’Italia in ore perdute nel traffico non si posiziona bene. Nelle prime 25 città del mondo dopo il drammatico secondo posto di Roma, c’è Milano al settimo, Firenze al quattordicesimo e Napoli al diciassettesimo. Inoltre secondo le stime Confcommercio,  citate dal rapporto, nei principali centri urbani italiani si viaggia a una velocità media che ricorda quella del ‘700, pari a circa 15 km/h, dato che si contrae ulteriormente fino a circa 7-8km/h se si considerano le ore di punta.

La tesi del rapporto di Cdp è che gli investimenti nel trasporto pubblico locale , Tpl, siano in grado di rilanciare più rapidamente l’economia rispetto ad altre infrastrutture, cosiddette più pesanti. Grazie a un moltiplicatore molto elevato mediamente un euro investito nel settore si traduce in 1,52 euro di benefici nell’economia. In particolare i 2,8 miliardi medi annui di investimenti finanziati (dal 2019 al 2023 è previsto un totale di 14 miliardi) produrranno un valore aggiunto di 4,3 miliardi ( lo 0,2 del Pil) e 110.000 posti di lavoro annui  (0,5% dell’occupazione).

Tenuto conto che sulla qualità del servizio pesa un parco autobus molto vecchio (12,8 anni) e inquinante ( il 61 per cento di modello inferiore a euro 4) gli investimenti dovrebbero tradursi soprattutto in nuovi mezzi, in un uso maggiore da parte di cittadini e in una minore congestione del sistema urbano della mobilità.

Sul piano aziendale il settore con 930 imprese per un totale di 124 mila addetti è molto frammentato. I primi venti operatori generano il 52 per cento del fatturato, alcuni con quote inferiori al 2 per cento.   In particolare fra i big del settore la milanese Atm e la romana Atac con lo stesso livello di chilometri percorsi, sono agli antipodi come investimenti.  Secondo l’ultimo consuntivo che risale al 2017 l’Atm ha investito circa 120 milioni, mentre l’Atac ,   per le note difficoltà di bilancio, si è limitata a 23,6, nonostante la urgente necessità di rinnovare il parco mezzi.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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