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Casal bruciato, di nuovo proteste contro i rom

Per l’assegnazione di una casa popolare a una famiglia del campo La Barbuta. C’erano anche i militanti di Casapound. E la Raggi: il movimento neofascista “deve rispettare le leggi dello Stato italiano”

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di Redazione | 2019-05-7 7/05/2019 ore 9:30

Gli alloggi popolari a via Satta, Casal Bruciato

Torna l’intolleranza alla periferia di Roma contro i rom. Dopo le proteste di cittadini, animate da formazioni di estrema destra come Casapound e Forza Nuova a Torre Maura e Casalotti, ieri a Casal Bruciato i residenti sono scesi in strada contro l’assegnazione di una casa popolare ad una famiglia  rom proveniente dal campo La Barbuta. Anche in questo caso con gli abitanti c’erano militanti di Casapound.

“E’ stato assegnato un alloggio popolare a un nucleo familiare di 14 nomadi – spiega un referente di Casapound – Gli abitanti non li vogliono, hanno paura. Il sindaco di Roma pensa di risolvere l’emergenza dei campi nomadi abusivi sulle spalle dei cittadini. L’appartamento al centro della protesta si era liberato due settimane fa. Assegnataria era una signora ma ci vivevano i nipoti, che volevano riscattare l’immobile ma il Comune li ha bollati come occupanti abusivi”. Intanto la famiglia di rom è entrata nell’appartamento scortata dalla polizia.

E si dice impaurita. “Qui non li vogliamo, perché devono stare in periferia?”, urlano intanto gli abitanti in strada negando di avere minacciato la famiglia nomade. E promettendo un presidio ad oltranza finché “non andranno via”.

Il vento dell’intolleranza continua a soffiare nelle periferie della capitale dopo i casi analoghi di Torre Maura e Casalotti. A Torre Maura la protesta contro il trasferimento di alcuni nomadi in un centro di accoglienza fu eclatante con cassonetti dei rifiuti incendiati e addirittura il blocco della consegna dei pasti all’interno della struttura: alcuni cittadini calpestarono il pane. I rom dovettero lasciare il Centro. Sui fatti di Torre Maura, che videro anche in quel caso la nutrita presenza di Casapound, la Procura di Roma aprì un fascicolo per i reati di danneggiamento e minacce aggravate dall’odio razziale. Teatro di una protesta antinomadi anche Casalotti, altra periferia della città, animata questa volta da Forza Nuova che portò la gente in strada con lo slogan “Basta rom basta immigrazione”.

I trasferimenti di rom presso alloggi popolari fanno parte di un piano del Campidoglio per superare i campi. Tra gli obiettivi già raggiunti del piano, ha oggi precisato il Campidoglio, “la diminuzione dei roghi tossici e anche della dispersione scolastica”.

“CasaPound deve rispettare le leggi dello Stato italiano. Nessuno può pensare di sostituirsi alle Istituzioni. Oggi un gruppo di militanti di estrema destra ha minacciato una famiglia rom alla quale il Comune ha assegnato una casa popolare dopo la presentazione di una regolare domanda così come previsto dalla legge italiana. Questi delinquenti chiedono che l’appartamento venga tolto alla famiglia rom. Chiedono che queste persone tornino nei campi nomadi. Gli stessi campi rom che l’estrema destra dice di voler chiudere e che ha aperto anni fa. Cosa propongono? Nulla. Perché non hanno idee”.

Così su fb la sindaca di Roma Virginia Raggi. “La verità è che CasaPound specula sulla pelle di tutte le persone e, intanto, occupa abusivamente un palazzo in pieno centro a Roma. Predica male e razzola ancora peggio. Non fatevi ingannare da questi imbroglioni. Noi, invece, stiamo facendo rispettare le leggi, stiamo chiudendo i campi nomadi spingendo gli abitanti a trovarsi un lavoro, pagare le tasse e a mandare i figli a scuola. Le regole vanno rispettate da tutti”, conclude.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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