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Rocca di Papa, “Con colleghi via tra le fiamme, vivi per miracolo”

Un impiegato in salvo giù dal balcone.Sindaco diceva, fuori tutti

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di Redazione | 2019-06-10 10/06/2019 ore 18:00

I feriti lievi dell'esplosione a Rocca di Papa

Prima l’odore del gas, poi il boato: vetri che esplodono, un muro che crolla, le fiamme. E’ l’inferno che si è scatenato nella sede del Comune di Rocca di Papa a causa dell’esplosione che ha investito il palazzo. “Sono viva per miracolo”, racconta una dipendente comunale che con i suoi 54 colleghi era al lavoro all’interno dell’edificio. Tutti per mettersi in salvo hanno affrontato “una fuga tra le fiamme”.

Davanti a lei il sindaco Emanuele Crestini, che è stato l’ultimo ad uscire riportando gravi ustioni sul 35% del corpo, in particolare al volto e alle braccia

. “E’ stato proprio lui a dirci ‘dobbiamo uscire tutti di qui’, racconta la donna. Un fuggi fuggi generale: una persona si è buttata giù dal balcone del primo piano ferendosi. Un dipendente comunale è rimasto ustionato sul 44% del corpo. Negli stessi momenti l’esplosione investiva anche la vicina scuola dell’infanzia, ferendo con vetri e calcinacci alcuni bambini. Una bimba di 5 anni ha riportato un trauma cranico. “Quando abbiamo sentito l’odore di gas ai piani superiori non abbiamo avuto il tempo di reazione perché c’è stata l’esplosione. Ero al terzo piano. Ho avuto tanta paura, ma poi mi sono sentito tanto fortunato”, è la testimonianza del consigliere comunale Paolo Gatta che era nella sede del Comune. “Dentro la struttura – racconta ancora la dipendente comunale – c’eravamo pressoché tutti, di certo almeno una quarantina di persone. Io, insieme ad altri, eravamo al terzo piano. Abbiamo sentito un forte odore di gas, ma in un primo momento abbiamo pensato che il problema fosse circoscritto al primo piano, dove il panico ha spinto un uomo a saltare giù dal balcone che dà sul corso del paese: per fortuna un salto non molto alto che ha provocato solo una forte contusione alla gamba. Invece il gas deve essere risalito, probabilmente utilizzando il canale dell’ascensore, e ha saturato anche gli ambienti in cui ci trovavamo noi. All’improvviso ho visto esplodere la porta a vetri e venire giù il muro, poi immediatamente è diventato tutto buio e un fumo nero e denso ci ha avvolto. Siamo corsi alle finestre per cercare aria. Abbiamo cominciato a chiamarci a distanza da una stanza all’altra senza sapere cosa fare. Poi abbiamo capito che dovevamo uscire e ci siamo messi a correre. Davanti a me avevo il sindaco, è stato proprio lui a dirci ‘dobbiamo uscire tutti di qui’. A quel punto alcuni sono usciti dalla parte dell’edificio che porta all’archivio. Noi invece siamo scesi dalle scale piangendo e urlando, abbiamo letteralmente attraversato il fuoco e poi finalmente ci siamo trovati fuori. Altri 30 secondi e credo che non avrei avuto più aria. Sto bene, ma ci vorrà un bel po’ per dimenticare questa terribile esperienza”. Momenti di terrore anche per i bambini che si trovavano nella vicina scuola “Mio nipote si è salvato perché era in giardino sotto lo scivolo. In un primo momento lo hanno visitato qui e lo hanno mandato a casa, poi la madre si è accorta che aveva varie ferite e schegge sulle braccia. Così lo hanno portato in ospedale per accertamenti”, racconta lo zio del bimbo. “Era molto scosso, dopo l’esplosione non parlava – ha aggiunto – Sono scappato da lavoro per venire qui. A scuola stamattina c’era anche mia figlia che è più piccola e l’ha presa come un gioco”. Subito dopo l’esplosione chi si trovava nelle vicinanze si è subito precipitato per dare una mano. “Ci siamo adoperati per far evacuare i bambini dall’altra parte della scuola – ricorda Stefano, titolare di un bar sulla piazza – Lo scenario era bruttissimo perché uscivano persone a piedi dal palazzo del Comune con ustioni e non sapevamo se dentro ci fosse ancora qualcuno. Per fortuna pare che non ci siano persone in pericolo di vita”. Una giornata da dimenticare per Rocca di Papa.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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