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Metro C ferma e funivia in fase di decollo: le (strane) priorità di Roma

La denuncia di Salviamo la Metro C: una questione di volontà politica. La funivia conviene davvero?

Giacomo Di Stefano
di Giacomo Di Stefano | 2019-09-9 9/09/2019 ore 10:00

Metro ferme e funivie che volano. Si potrebbe sintetizzare con questa formula lo stato dei grandi progetti per la mobilità della Capitale. È la denuncia di Salviamo la Metro C, il comitato che da anni – assieme ad altri – si batte per fare in modo che Roma abbia una mobilità efficiente e di ampio respiro. “Oggi le talpe sono ferme nella stazione Fori Imperiali rischiando di provocare a catena ulteriori ritardi sulla costruenda tratta T3, mentre il rischio del tombamento delle talpe sotto il Foro di Traiano è ancora concreto se l’iter non procederà. La revisione progettuale della Metro C non è ancora stata affidata e di conseguenza neppure in corso di sviluppo. E ovviamente il nodo San Giovanni non è stato completato e non si quando questo accadrà” spiega sconsolato SLMC. Uno sconforto che aumenta quando il discorso passa dalle opere del sottosuolo a quelle che passeranno sopra la testa dei cittadini. Su questo fronte, infatti, sembra che sia tutto pronto per l’ok del Ministero dei Trasporti per la funivia Casalotti-Battistini: costo 109 milioni di euro. L’opera – fortemente voluta dall’amministrazione guidata da Virginia Raggi – divide cittadini e addetti ai lavori, in larga parte scettici sulla funzionalità del progetto per quel quadrante cittadino.

Come spiegato da Radiocolonna, la funivia Casalotti-Battistini potrebbe presentare problematiche varie, dalla capienza alla velocità. Sul primo punto, la stima di Mercurio Viaggiatore è che la funivia può portare circa 3600 passeggeri all’ora a fronte dei circa 6000 di coloro che affollerebbero l’opera nelle ore di punta. Capitolo velocità: la funivia dovrebbe andare a circa 13 km/h, un passo inferiore a quello che attualmente hanno gli autobus che transitano in quella parte della città.

Ma Salviamo la Metro C non è disfattista e spera in un ravvedimento da parte delle istituzioni. Un cambio di passo che dovrà partire dalla conclusione del nodo di scambio di San Giovanni, dal completamento della Metro C fino a Roma Nord e dalla progettazione del prolungamento della Metro A fino a Monte Mario e al GRA “come previsto dallo scenario di piano del PUMS”.

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Radiocolonna, Il Messaggero, Wired Italia. Tecnologia, politica e cronaca di Roma.

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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