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Traffico illecito rifiuti, 5 arresti su indagine Dda Roma

Sequestrata discarica abusiva in una cava in Ciociaria

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di Redazione | 2020-01-28 28/01/2020 ore 17:00

La discarica abusiva

Cinque persone sono state arrestate nell’ambito di una operazione che ha condotto anche al sequestro di un sito adibito a cava e di 29 automezzi, nella provincia di Frosinone. L’operazione e’ stata condotta dai militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (N.I.P.A.A.F.), dalla Stazione Carabinieri Forestale di Anagni, e dal Gruppo Carabinieri Forestale di Frosinone,  durante un’indagine coordinata dalla Dda di Roma. che stanno eseguendo un’ordinanza consistente in 2 custodie cautelari in carcere, 3 arresti domiciliari, sequestro di un sito adibito a cava, 29 sequestri di automezzi, per i reati di attivita’ organizzate per il traffico illecito di rifiuti, smaltimento illecito di rifiuti, gestione di discarica abusiva, combustione illecita di rifiuti. La custodia cautelare in carcere e’ stata disposta per due fratelli residenti a Ferentino, in provincia di Frosinone, che nella cittadina gestiscono una cava, mentre gli arresti domiciliari sono stati disposti per due coniugi che gestiscono una societa’ di smaltimento rifiuti a Morolo, sempre nel Frusinate e un consulente ambientale residente a Castrocielo.

I fatti contestati risalgono al 2018 – 2019 e riguardano 22 societa’. La “N. G.”, i cui soci sono due fratelli, e’ una societa’ che gestisce una cava a Ferentino. Dalle indagini e’ emerso come il sito contenente la cava non venisse utilizzato dai rappresentanti della societa’ solo per attivita’ estrattive, bensi’ anche come enorme discarica abusiva di rifiuti prevalentemente derivanti da attivita’ edilizia. I Carabinieri Forestali hanno accertato come numerose societa’ e persone fisiche che operano prevalentemente nel settore edilizio abbiano con continuita’ scaricato presso il sito centinaia di metri cubi di rifiuti, senza alcun tipo di documentazione e senza le necessarie autorizzazioni. Questo consentiva alle imprese di lucrare sulle differenze di prezzo con le discariche autorizzate, e soprattutto di aggirare le norme sul trasporto e smaltimento dei rifiuti. Infatti la maggioranza dei trasporti avveniva senza la necessaria abilitazione, ne’ con l’annotazione sui registri il cui possesso e’ obbligatoriamente previsto dalla legge. Non solo, gli sversamenti consentivano anche di violare tutte le norme a presidio della reale classificazione e caratterizzazione dei rifiuti. Non c’erano infatti le necessarie analisi dei rifiuti che dimostrassero la non pericolosita’, richieste invece per l’accettazione dei rifiuti presso le discariche regolarmente autorizzate.

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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