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In murales Regeni abbraccia Zaki, stavolta andrà tutto bene

In via Salaria, sul muro che circonda Villa Ada, a pochi passi dell’Ambasciata d’Egitto. A realizzarla, la street artist Laika.

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di Redazione | 2020-02-11 11/02/2020 ore 15:13

Giulio Regeni abbraccia e protegge Patrick Zaky, dicendo “Stavolta andra’ tutto bene”. Questa l’opera apparsa la scorsa notte a Roma in via Salaria, sul muro che circonda Villa Ada, a pochi passi dell’Ambasciata d’Egitto. A realizzarla, la street artist Laika.

Patrick Zaky e’ un attivista e studente dell’Universita’ di Bologna, arrestato a Il Cairo nella notte tra giovedi’ e venerdi’, appena atterrato nella capitale egiziana per trascorrere alcuni giorni in famiglia. Il giovane e’ noto per il suo impegno nel campo dei diritti umani e della comunita’ Lgbt.

Nel murale, indossa la divisa da carcerato e davanti alle due figure campeggia la parola “hurryia”, “liberta’” in lingua araba. Nell’opera, a rassicurare Zaky e’ Giulio Regeni, il giovane dottorando dell’universita’ di Cambridge trovato ucciso all’inizio del 2016 in Egitto, dove svolgeva degli studi. Scomparso da dieci giorni, il corpo e’ stato ritrovato il 3 febbraio, evidenti i segni delle torture subite.

I suoi legali hanno puntato il dito contro le forze di sicurezza egiziane. Anche gli avvocati di Zaky hanno confermato che nelle 10 ore di interrogatorio, il loro assistito ha subito torture. Laika, in una nota, spiega cosi’ il significato della frase pronunciata da Regeni: “Ha un doppio significato: serve a rassicurare Patrick, ma soprattutto a mettere davanti alle proprie responsabilita’ il governo egiziano e la comunita’ internazionale. Non si puo’ permettere che quanto accaduto a Giulio Regenie a troppi altri, avvenga di nuovo. Stavolta- prosegue la street artist- deve andare tutto bene. Mi auguro che questa vicenda vada a finire bene e che Zaky venga liberato il prima possibile. Spero anche che il nostro Paese possa vigilare su quanto sta accadendo, sebbene Zaky non sia un cittadino italiano”.

L’artista ha concluso: “Vorrei che questo mio piccolo gesto fosse da stimolo ai media per accendere ancora di piu’ i riflettori sulla vicenda di Zaky”.

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tagsRegeni, zaky

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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