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Quando Diabolik fiutò la trappola dell’infiltrato

Un episodio descritto nell’ordinanza di arresto dell’avvocato Lucia Gargano rende l’idea di chi fosse il capo ultrà della Lazio freddato il 7 agosto scorso

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di Redazione | 2020-02-18 18/02/2020 ore 9:42

Scaltro e guardingo, Fabrizio Piscitelli schivava le trappole che gli tendevano gli investigatori delle forze dell’ordine anche grazie agli infiltrati che avevano inserito nella rete del narcotraffico della Capitale. Un episodio descritto nell’ordinanza di arresto dell’avvocato Lucia Gargano rende perfettamente l’idea di quanto sia stato difficile dare la caccia al carismatico capo ultrà della tifoseria laziale conosciuto come Diabolik freddato il 7 agosto scorso in un episodio che ha tutte le caratteristiche del regolamento di conti.

Tutto ruota intorno al pranzo al ristorante di Grottaferrata del 13 dicembre 2017, durante il quale si stabilirono i termini per la pace da far sottoscrivere agli Spada e agli Esposito, scongiurando così una escalation di violenza tra i due clan ad Ostia. Quell’incontro a cui partecipò anche Lucia Gargano, l’avvocato che venerdì è stata arrestata per concorso esterno in associazione mafiosa, era “ascoltato” dalle forze dell’ordine che avevano in quel gruppo un “orecchio privilegiato”: quello di un infiltrato. Gargano, aveva un filo diretto con Fabrizio Piscitelli, suo assistito.

Gli inquirenti sapevano che il 53enne era uno dei principali fornitori di cocaina a Roma tanto che il suo nome è comparso, anche se dopo la morte, nelle più importanti operazioni antidroga effettuate dalle forze dell’ordine nella Capitale negli ultimi mesi. Per questo gli inquirenti idearono una trappola e per tesserla adoperarono proprio l’avvocato. L’infiltrato avvicinò il legale una decina di mesi dopo proprio a piazzale Clodio, in prossimità del tribunale. Sostenne che in seguito all’arresto dei Casamonica, era rimasta in sospeso una grossa compravendita di droga che sarebbe dovuta arrivare dalla Svizzera. L’infiltrato chiedeva poi un’utenza telefonica di Piscitelli, ma la donna evitò di darglielo dicendo che lo avrebbe informato di persona. Cosa che fece ma Diabolik, fiutò la trappola e le rispose: “Quando vengono quelli che ti dicono che ti calano la droga con gli aerei – le rispose ridendo – so’ guardie“. Ovviamente non se ne fece più nulla.

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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