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Prestipino nuovo procuratore capo di Roma, una vita in prima linea

Il lavoro a Palermo, Reggio Calabria e Roma

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di Redazione | 2020-03-4 4/03/2020 ore 16:00

photo credit: Quirinale.it

Continua a lavorare “come sempre” il nuovo procuratore capo di Roma, Michele Prestipino. Non rilascia dichiarazioni ufficiali, non si concede a chi gli chiede una fotografia per immortalare l’evento e brinda solo con i colleghi nella sala che fino a pochi mesi fa era occupata da Giuseppe Pignatone. Dopo la nomina del Csm per Prestipino questa stanza ornata di legno e con una grande scrivania, che guarda gli spazi riparati e un po’ verdi della cittadella giudiziaria di piazzale Clodio, ha un nuovo inquilino. E’ una vita in prima linea quella del magistrato sempre ben voluto dai colleghi per la sua cortesia e attenzione all’ascolto e odiato certamente dal malaffare, perché quest’uomo calvo, magro, di poche parole, lo ha combattuto ad ogni latitudine. E sempre con la sagacia del miglior inquirente. E’ da oltre 20 anni con gli uomini della scorta a stretto contatto. E’ una vita non facile, hanno spiegato in tanti nel passato. Perché il privato non esiste più e ci si sente sempre nell’occhio del mirino.

L’anagrafe indica che ha sessantadue anni, ed è nato nella capitale il 27 settembre 1957. In magistratura dal 1984, ha svolto il suo primo incarico nella Pretura di Avezzano dove è rimasto fino al 1992 passando all’Aquila come magistrato di sorveglianza. Poi l’arrivo a Palermo nel 1996, dopo le stragi. Nel capoluogo siciliano è nato il sodalizio, il binomio, con Giuseppe Pignatone. Loro sono arrivati alla cattura di Bernando Provenzano, alla fine di una latitanza durata più di 40 anni. Dopo altre medaglie in Sicilia l’arrivo in Calabria, a Reggio, con Pignatone. Da novembre del 2008 Prestipino – si aggiunge – è procuratore aggiunto a Reggio Calabria dove indaga sulla struttura della ‘ndrangheta calabrese e sulle sue ramificazioni economiche nel Nord Italia. Sono inchieste che riportano la ‘Ndrangheta sui giornali e che fa nascere i comitati cittadini in favore di quei magistrati schivi, siciliani e quasi riottosi con la stampa.

Poi l’arrivo a Roma, sempre al fianco di Pignatone. I testimoni delle cose giudiziarie indicano che le indagini avviate sotto la sua direzione svelano le proiezioni di Cosa nostra, ‘Ndrangheta e Camorra a Roma come nel Lazio. Vanno tenute a mente poi le condanne per quasi 150 anni di carcere nel maxi processo al clan Spada, dove è stato sancita l’esistenza della mafia a Ostia a quelle già divenute definitive per il clan Fasciani con la sentenza della Cassazione e così anche per ‘Camorra Capitale’. L’inchiesta ‘Gramigna’ e la messa in stato di accusa per il clan dei Casamonica. A Roma non è mai stata sequestrata tanta droga come con Prestipino, spiegava un investigatore che oggi è venuto a brindare. Il nome di ‘Michele’ per amici e colleghi è anche nelle carte di ‘Mafia Capitale – Mondo di mezzo’ fascicolo che ha caratterizzato molto questi ultimi anni. Pignatone andando a guidare il tribunale vaticano si è staccato un po’ da tutto questo, una volta andato in pensione. Prestipino da ‘facente funzioni’ ha continuato a lavorare come e più di prima. Il suo metodo – aggiunge un suolo collega – è quello di ascoltare e leggere gli atti: “E’ il migliore”.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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