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A stazione Termini taxi vuoti, “se continua così è un disastro”

Dubbi tra i commercianti su come rispettare la direttiva. A Velletri in un bar strisce di nastro isolante per terra distanti un metro, per delimitare lo spazio anti contagio tra un cliente e l’altro

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di Redazione | 2020-03-9 9/03/2020 ore 11:00

I tassisti fermi agli stalli della stazione Termini di Roma.

Pochi clienti e lunghe code di tassisti agli stalli della stazione Termini di Roma. Gli effetti dell’emergenza coronavirus si fanno sentire anche per la categoria del trasporto non di linea. Sono molte, infatti, le auto bianche ferme, in coda, in attesa di caricare clienti in arrivo nella Capitale. “Sto fermo da 40 minuti e dovrò aspettarne altrettanti prima di arrivare al punto di imbarco del clienti. Di solito non aspetto più di 15 minuti”, dice uno dei tassisti fermo in tripla fila. “Ieri ho cominciato alle 8 e la prima corsa l’ho fatta alle 11. Nel corso della giornata ho fatto solo quattro corse. Se continua così è un disastro. Se ho paura? Certo che ne ho punto ma che faccio non lavoro? Mantengo i finestrini aperti, disinfetto il taxi ad ogni corsa ed è l’unica cosa che posso fare”.

 

 

 

“Non sappiamo cosa fare e se dobbiamo fare qualcosa. Ci siamo adoperati noi autonomamente per cercare soluzioni che possano andare bene per rispettare le direttive per mantenere a distanza i clienti”. Lo dice una barista del centro di Velletri mostrando le strisce di nastro isolante distanti un metro che dovrebbero delimitare lo spazio anti contagio tra un cliente e l’altro. Clienti che, già di per sé, sono pochissimi per un bar situato in una zona centrale, alle 8 di mattina.

 

La soluzione trovata da un bar a Velletri per far rispettare la distanza di sicurezza

 

“Facciamo rispettare con diligenza questa distanza – dice la barista – anche se nessuno è venuto a dirci se va bene, se basta questo. Altrimenti ci dicessero di chiudere e noi chiuderemmo senza problemi”. Il caffè e due chiacchiere la mattina al bar “è un rito” dichiara uno dei due clienti entrati nello stesso bar al quale è stato chiesto di rispettare le distanze. “Parlare a distanza, non poter stringerci la mano quando ci salutiamo cambia tutto anche se, sappiamo che è necessario farlo”.

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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