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Mafie e tribunali in tilt, da Latina e Tivoli l’allarme dei procuratori

La crisi economica causata dall’emergenza coronavirus potrebbe rinvigorire il potere criminale delle famiglie malavitose, secondo il procuratore Giuseppe De Falco

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di Redazione | 2020-04-9 9/04/2020 ore 10:00

C’è il rischio, a Latina, che l’emergenza coronavirus e la conseguente crisi economica possano rinvigorire il potere criminale delle famiglie malavitose annichilite in anni di contrasto giudiziario. E’ il parere del procuratore Giuseppe De Falco. A Tivoli, il procuratore Francesco Menditto, poi, lancia l’allarme sulla tenuta del suo tribunale di competenza, ma anche di tutti i tribunali italiani, a causa della mole di lavoro che li travolgerà non appena rimosse le restrizioni anti Covid. “Sì – risponde perentorio ad “Agenzia Nova” De Falco in merito al pericolo che le famiglie malavitose del litorale pontino possano tornare egemoni sfruttando questo periodo di incertezza -, il rischio c’è e si corre in ogni parte d’Italia dove vi sia una presenza di frange criminali importanti”.
La criminalità organizzata “si fa forte nei momenti di incertezza come potrebbe esserlo quello attuale: se vivessimo in contesti economici floridi, questa avrebbe poco da guadagnare. Se tutti stessero bene economicamente nessuno si rivolgerebbe ai criminali. Quando il contesto economico è in crisi come più che mai adesso, allora c’è chi ne approfitta”.

Ma è l’intera macchina giudiziaria che, gioco forza, ha dovuto rallentare. “Per ragioni organizzative e per alcuni casi di positività in procura – dice il procuratore di Latina De Falco – ho ridotto l’attività d’ufficio e ho chiesto alle forze di polizia di segnalare solamente notizie di reati urgenti, quelli che necessitano di provvedimenti impellenti”. Il contesto sociale “favorisce situazioni che agevolano reati come rapine, furti e truffe”. C’è poi problema della violenza domestica, “non abbiamo – dice de Falco – riscontrato aumenti di denunce, ma questo non significa che il fenomeno sia meno rilevante: potrebbe significare, invece, una maggiore difficoltà della donna a denunciare anche per l’impossibilità di muoversi e trovare un nuovo domicilio”. Altro fenomeno all’attenzione del procuratore capo è quello dell’usura. “E’ vero che adesso lo Stato sta intervenendo con immissione di liquidità”. Finanziamenti che se non diventano celermente soldi in tasca alla gente, “potrebbero portare a ricorrere al prestito dell’usuraio che, come ben noto, è di più immediato ottenimento”.

Usura e violenza domestica anche nelle preoccupazioni del capo della procura di Tivoli Francesco Menditto, anche se i suoi timori sono per quei reati commessi prima della crisi e che rischiano di rimanere impuniti. “Procure e forze dell’ordine – dichiara ad “Agenzia Nova” Menditto – sono uffici abituati a gestire le emergenze. Quando sarà terminata questa fase intensa, riprenderemo le nostre attività a pieno regime senza problemi. I tribunali – spiega il procuratore di Tivoli – erano già sovraccarichi prima dell’emergenza. Rinviando di mesi, se non di anni, i processi, il mio timore è che i palazzi di giustizia maggiormente sovraccaricati, ed anche la Corte d’appello, andranno completamente in tilt”. La preoccupazione di Menditto è che vi possa essere una raffica di prescrizioni. “Dal primo gennaio 2020 non opera più la prescrizione” dopo il primo grado di giudizio; tutti i reati commessi prima di quella data hanno un termine entro il quale la giustizia si deve esprimere. In questo periodo, quello dell’emergenza da coronavirus, è stata prevista la sospensione della prescrizione, “ma in realtà – ragiona Menditto – sono state rinviate decine di migliaia di processi in tutta Italia e il numero di reati che cadranno in prescrizione rischia di essere enorme. Parlo del mio del mio territorio, quello di Tivoli o meglio identificato come territorio di Roma est con 600 mila abitanti. E’ prevedibile – continua il procuratore Capo – che, terminata l’emergenza, per i successivi sei o nove mesi, il tribunale di Tivoli tratterà solo i processi con detenuti o con misure cautelari. Tutto il resto sarà rinviato fino anche a tre anni”. Quindi a meno di un intervento legislativo “si prescriveranno tantissimi processi

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