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Fase 2: Roma, paura traffico in tilt, poche le piste ciclabili

Il Campidoglio a guida 5 Stelle ora punta ad aumentare l’utilizzo di bici e monopattini

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di Redazione | 2020-04-30 30/04/2020 ore 15:30

Roma si prepara all’avvio della fase 2 dell’emergenza Covid-19, che scattera’ da lunedi’ 4 maggio, con il rischio di fare un tuffo nel passato e rivedere la citta’ invasa dal traffico di vetture private. Ovvero la cattiva abitudine che le ultime amministrazioni comunali hanno cercato di disincentivare (non sempre con successo) per accrescere vivibilita’ il decoro urbano. Visto il contingentamento dell’accesso sui mezzi di trasporto pubblico per prevenire il contagio da Covid-19, per evitare ingorghi di macchine e scooter, il Campidoglio a guida 5 Stelle punta ad aumentare l’utilizzo di bici e monopattini, in particolare i mezzi elettrici in sharing, per i tragitti di media distanza. Ma in citta’ al momento sono presenti appena 2 servizi di sharing di bici elettriche, con un totale di circa 1.200 mezzi, che coprono solo le zone centrali e semi-centrali, e ancora nessuno di monopattini.

La giunta di Virginia Raggi sta per autorizzare una serie di nuove bike-lane da tratteggiare in velocita’ sulle strade di grande scorrimento. Al momento pero’ la rete ciclabile cittadina non e’ lontanamente paragonabile a quella delle citta’ europee piu’ attrezzate per la mobilita’ dolce: circa 250 km di piste a fronte di 5.500 km di strade. E in 4 anni l’amministrazione Raggi, pur sensibile al tema, ha realizzato nuove piste ciclabili per appena 10 km (sulla Tuscolana, la Nomentana e la Prenestina). Per contingentare l’utilizzo del trasporto pubblico, in modo da evitare la calca tipica di bus e metro romani, la Regione Lazio ha fissato la capienza massima dei veicoli del traporto pubblico al 50% dei posti immatricolati su ogni vettura.

Il Campidoglio pero’ spinge per un’applicazione maggiormente restrittiva della norma: ieri la sindaca Virginia Raggi ha ribadito che sugli autobus entrera’ il 25% dei passeggeri. I test svolti finora da Atac sono stati basati sull’ipotesi di una capienza massima di 150 persone a bordo di ciascun convoglio della metropolitana, con la meta’ dei posti a sedere occupati, mentre solitamente sono 1.000. L’accesso in stazione e’ stato regolato su un flusso di 30 persone ogni 3 minuti. Con queste premesse, se durante il lockdown l’utenza dei mezzi pubblici in citta’ e’ crollata di oltre il 70%, per la fase 2 lo spettro temuto e’ quello di un ricorso in massa all’uso delle auto private. Uno scenario consueto. A gennaio scorso Inrix – che analizza i trend della congestione urbana in 200 citta’ di 38 Paesi – ha certificato che i romani spendono in media 254 ore l’anno nel traffico (praticamente piu’ di dieci giorni ogni anno) ad una velocita’ di 12 chilometri orari. Un dato in peggioramento (16% di tempo perso in piu’ in un anno), che colloca la Capitale al secondo posto al mondo, dietro solo a Bogota’.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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