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Dalla Lombardia a Roma in bici: il sindaco Gilu chiede aiuto a Conte

Il primo maggio è partito dalla sua birreria verso la Capitale: ufficialmente per una consegna a domicilio (evitando così le sanzioni), ma con il vero obiettivo di incontrare il premier e parlargli delle difficoltà di sindaci e imprenditori

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di Redazione | 2020-05-11 11/05/2020 ore 10:14

In sindaco di Divignano (No) Gianluca Bacchetta in bicicletta davanti Palazzo Chigi

“Sono alla fine di un percorso che spero sia l’inizio di un dialogo”. Lo dice Gianluca Bacchetta, meglio conosciuto come Gilu, sindaco di Divignano in provincia di Novara, dove è titolare anche di una birreria. Ieri a Roma con pantaloncino corto, infradito, in sella ad una bici, se non fosse stato per la fascia tricolore e per le frontiere chiuse, sarebbe stato scambiato per un turista tedesco.

Il sindaco è titolare di un’attività che conta una decina di dipendenti. Bacchetta è arrivato questa mattina dopo aver pedalato per 650 chilometri e, dopo essere passato davanti l’Altare della Patria, indossando la fascia, è andato davanti a Palazzo Chigi nella speranza di poter consegnare, non la birra, ma il suo messaggio al presidente Conte.

“Nessuno pensi che la mia sia stata una vacanza – dice Bacchetta- non sono un appassionato di biciclette né un camminatore tanto che non credo di salire nuovamente su una bici per i prossimi dieci anni. Ma volevo fare qualcosa per cercare di portare alla ribalta i nostri problemi di sindaci”. Sono partito a piedi ma già il primo giorno ho capito che non sarei andato lontano o che comunque ci avrei messo troppo tempo”. Il commerciante del primo negozio di due ruote che ha trovato lungo il cammino, gli ha fornito la bicicletta che gli ha permesso di macinare più velocemente i chilometri, ma faticando e sudando ugualmente.

La prima tappa l’ha fatta a Boffalora (Mi), Torre d’Isola (Pv), il terzo giorno passa il Po e arriva a Piacenza, poi a Parma, e Sarzana in provincia di La Spezia, Cecina (Li), Grosseto e venerdì è entrato nel Lazio facendo tappa a Viterbo. “A Conte voglio riportare un messaggio apolitico; quello delle richieste di aiuto dei sindaci che ho incontrato durante il mio percorso verso Roma, dai primi cittadini del paesino più piccolo e con poche centinaia di anime fino ai sindaci di città più grandi come Piacenza, Parma, Viterbo. Tutti i sindaci si sono sentiti abbandonati” in questo periodo di emergenza da coronavirus “senza supporto e senza le semplificazioni di atti che in questo periodo sarebbero stati necessari. Come imprenditore voglio chiedere la pianificazione certa della riapertura senza la quale, questa situazione è diventata logorante per tutti. Bisogna intervenire sugli affitti e sulla cassaintegrazione per i nostri dipendenti che stanno da due mesi senza lavorare e senza aver visto un centesimo di Cassa integrazione. Inutile che poi si vada in televisione a dire che mutui e bollette sono sospese, perché non è vero nulla e queste cose fanno crescere la rabbia nelle persone. Spero di incontrarlo -conclude-, sono completamente ustionato e spero che il premier Conte voglia almeno premiare questo sacrificio”.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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