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Violenza della polizia, la famiglia Cucchi incontra gli attivisti di Black Lives Matter Italia

Dibattito alla Casetta Rossa della Garbatella con il direttore de L’Espresso Marco Damilano

Giacomo Di Stefano
di Giacomo Di Stefano | 2020-07-7 7/07/2020 ore 8:00

Riscrivere in maniera critica le parentesi coloniali italiane e creare una coscienza pubblica che, anche in Italia, si indigni verso qualunque genere di violenza e razzismo. È stato un dibattito importante quello che è andato in scena ieri alla Casetta Rossa di Garbatella, a Roma. Un’occasione per intrecciare due temi civili importanti come il razzismo e la violenza delle forze dell’ordine, che nel caso di George Floyd hanno messo a ferro e a fuoco l’ordine pubblico statunitense. Sotto la moderazione del padrone di casa, Gianluca Peciola, si sono confrontati la famiglia di Stefano Cucchi – nella fattispecie la sorella Ilaria e il suo compagno Fabio Anselmo, nonché legale della famiglia – e due giovani attivisti nel movimento Black Lives Matter italiano.

“In Italia siamo più democratici per quanto riguarda le violenze delle forze dell’ordine: rispetto agli USA, possono capitare a tutti” – spiega con amarezza Anselmo, da anni impegnato a difendere le famiglie di persone decedute in episodi controversi che hanno riguardato anche le forze dell’ordine. Secondo l’avvocato, il grande caso italiano, dopo Cucchi, è quello di Riccardo Magherini, ex calciatore toscano morto in seguito a un arresto, dove – spiega – ci sarebbe una sentenza della Cassazione contestata e contestabile che ora è sotto la lente d’ingrandimento della Corte Europea dei diritti dell’uomo. E se i ragazzi di BLM, con Amir, spiegano l’importanza di rileggere in senso critico la storia razzista e coloniale d’Italia pur senza danneggiare monumenti e pezzi della memoria del passato, Marco Damilano sottolinea la necessità di non smettere di lottare per diritti civili che la nostra Costituzione non concede ma riconosce: una differenza semantica decisiva, spiega il direttore de L’Espresso.

Capitolo covid: tutti i presenti hanno concordato che, sebbene nell’importanza delle misure di contenimento, è importante che le libertà individuali e collettive, ora e in futuro, non vengano compresse da misure restrittive che potrebbero essere incompatibili con la nostra democrazia.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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