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Roma, perquisizioni alla Link University: 14 indagati

Tra cui i vertici dell’ateneo compreso il rettore Claudio Roveda

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di Redazione | 2020-07-15 15/07/2020 ore 15:00

Indebita compensazione dei debiti con crediti inesistenti. Per questa ipotesi di reato la Guardia di finanza di Roma sta eseguendo una serie di perquisizioni, controlli ed acquisizioni documentali nella sede della ‘Link University’. Secondo quanto si è appreso nell’inchiesta, coordinata dagli inquirenti della Procura, sono indagate a vario titolo 14 persone, tra cui i vertici dell’ateneo compreso il rettore Claudio Roveda.

Secondo i pubblici ministeri la Link e il ‘Consortium for research on intelligence and security services´ avrebbero simulato l’esecuzione di progetti di ricerca e sviluppo che avrebbero loro consentito di godere di crediti fiscali. Insomma simulando l’esecuzione di progetti di ricerca e sviluppo, la Link e il Consortium avrebbero maturato inesistenti crediti di imposta che avrebbero poi utilizzato in compensazione in occasione del versamento delle imposte da loro dovute.

Simulando l’esecuzione di progetti di ricerca e sviluppo, la Link University e il Consortium for research on intelligence and security services avrebbero maturato – si legge nel decreto di perquisizione – “inesistenti crediti di imposta che avrebbero poi utilizzato in compensazione in occasione del versamento delle imposte da loro dovute”.

Secondo gli inquirenti della Procura di Roma, coordinati dall’aggiunto Stefano Pesci, i soldi sottratti all’erario nella sostanza ammonterebbero ad oltre 10 milioni di euro. Tra gli indagati ci sono diverse figure di vertice dell’università, tra cui il rettore Claudio Roveda; il presidente della società di gestione ‘Gem’ Vanna Fadini; il membro del Consiglio d’amministrazione e presidente della scuola per le attività Undergraduate e Graduate, Carlo Maria Medaglia; il direttore generale Pasquale Russo.

Secondo i pubblici ministeri le diverse società coinvolte hanno poi “ottenuto indietro parte del denaro versato alle società commissionarie attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti con conseguenti movimenti finanziari di rientro delle somme originariamente versate”. L’indagine a Roma nasce da una serie di informative del nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf e da parte degli uffici ispettivi dell’Agenzia delle entrate.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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