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A San Lorenzo un condominio per i senza fissa dimora

Il palazzo dispone di sei appartamenti, affiancati anche da spazi comuni, che potranno ospitare fino a 14 persone

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di Redazione | 2020-07-31 31/07/2020 ore 11:30

A Roma nascerà il condominio sociale per persone senza dimora. Sarà in via dei Reti, nel cuore del quartiere San Lorenzo, in un edificio confiscato alla criminalità organizzata. Lo riferisce in un post su Facebook la sindaca di Roma Virginia Raggi. “Un progetto concreto di riscatto. Lavoriamo da tempo a questo progetto – spiega Raggi – con l’obiettivo di superare una logica assistenzialistica e accompagnare le persone verso una graduale riconquista dell’autonomia, sociale e lavorativa. Così abbiamo ristrutturato un piccolo palazzo confiscato alla criminalità organizzata, lo abbiamo arredato, creando spazi comuni e sei appartamenti che potranno ospitare fino a 14 persone, anche grazie a fondi europei. Tra pochi giorni entreranno i primi ospiti. Questo condominio – aggiunge Raggi – rappresenta per loro non solo la possibilità di un alloggio, ma anche condivisione di compiti e impegni quotidiani, confronto emotivo ed esperienziale, senso di appartenenza ad un gruppo e stimolo verso un percorso di progressivo recupero e integrazione sociale. Per ogni ospite sarà attivato un programma personalizzato di sostegno, cura e reinserimento sociale e lavorativo, anche con l’erogazione di voucher per la formazione e stage, per arrivare gradualmente ed entro massimo due anni alla fuoriuscita da questa ospitalità temporanea e quindi alla piena autonomia. È un progetto a cui teniamo molto – sottolinea la sindaca – e che rappresenta la rivoluzione che stiamo realizzando nel circuito dell’accoglienza, anche in altri appartamenti. Questo impegno comprende i cohousing che stiamo creando per persone anziane che hanno diritto a un invecchiamento attivo, per donne vittime di violenza con i loro bambini che escono da storie di maltrattamenti, per giovani neo-maggiorenni in condizioni di estrema fragilità che devono essere accompagnati verso l’autonomia. Ogni appartamento riconvertito per loro – conclude – è una vittoria tutti noi, per la nostra comunità”.

In una nota il Campidoglio aggiunge ulteriori dettagli. Il condominio sociale nascerà in un palazzo confiscato alla criminalità organizzata nel cuore di San Lorenzo. Il progetto dell’amministrazione capitolina, che prenderà avvio ad agosto anche grazie a fondi Pon metro, Fead e Pon inclusione, mira ad accompagnare gli ospiti in un percorso personalizzato verso l’autonomia, a partire da quella abitativa per approdare a quelle lavorativa e sociale. L’obiettivo è infatti andare oltre una visione prettamente assistenziale, facendo trovare nel condominio sociale non solo un alloggio, ma anche condivisione di compiti e impegni quotidiani, confronto emotivo ed esperienziale, senso di appartenenza ad un gruppo e stimolo verso un percorso di progressivo recupero e integrazione sociale. In questo percorso, tutti gli ospiti saranno supportati da figure professionali non conviventi ma presenti in modo regolare. Parallelamente saranno attivati programmi personalizzati di accompagnamento, cura e percorsi di reinserimento sociale e lavorativo, anche attraverso l’erogazione di voucher per la formazione e stage, con l’obiettivo di arrivare gradualmente ed entro massimo due anni alla fuoriuscita dall’ospitalità temporanea e quindi alla piena autonomia. Il palazzo dispone di sei appartamenti, affiancati anche da spazi comuni, che potranno ospitare fino a 14 persone.

“Questo progetto – dichiara in una nota la sindaca di Roma Virginia Raggi – è un contributo concreto al riscatto di persone che hanno vissuto un contesto di estrema fragilità e marginalizzazione, un segnale forte che vogliamo dare alla città”.

L’assessora alla Persona, scuola e comunità solidale di Roma Capitale Veronica Mammì si dice orgogliosa “di poter vedere oggi concretizzarsi il condominio sociale, un servizio innovativo del Comune ispirato anche ai principi dell’housing first, prima la casa, per il contrasto alla grave marginalità sociale. Il fatto stesso che questo progetto al servizio dei più fragili prenda avvio in un immobile confiscato alla criminalità organizzata è un importante segnale che diamo alla città. L’impegno dell’amministrazione è massimo per riconvertire questi spazi, dando vita a servizi e forme alternative di residenzialità per persone in condizioni di fragilità, tra cui persone senza dimora, persone anziane, donne vittime di violenza e neo maggiorenni in condizione di vulnerabilità. In questi progetti – conclude Mammì – basati soprattutto sul cohousing, gli ospiti sono soggetti attivi. L’obiettivo finale è l’autonomia e la qualità della vita”.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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