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Campidoglio: gli amici della Raggi replicano alla Lombardi

La ricandidatura e il rapporto col Pd riaccendono il duello

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di Redazione | 2020-08-25 25/08/2020 ore 16:00

Non si sono fatte tardare le risposte al fuoco amico della consigliera regionale cinquestelle, Roberta Lombardi, membro del comitato di garanzia ed ex capogruppo alla Camera che ieri intervistata da ‘’La Repubblica’’ ha accusato la sindaca Virginia Raggi di costringere i M5S ad arrivare terzi. In particolare sono intervenuti l’assessore al Personale Antonio De Sanctis, il numero uno dei grillini in Assemblea capitolina Giuliano Pacetti e Paolo Ferrara, già lombardiano e poi passato all’elogio sfrenato della sindaca.

«Virginia Raggi è l’unica che abbia un programma solido e concreto. Ha detto di voler portare avanti e completare il lavoro fatto in questi anni nell’interesse dei cittadini. Il resto sono le solite vecchie chiacchiere da palazzo di cui sono tutti un po’ stanchi», ha commentato De Santis a ‘’Il Messaggero’’.

Lombardi rivendica in particolare di «aver posto il tema delle alleanze per prima» e Raggi, dal punto di vista di chi ha sostenuto la maggioranza del governatore Nicola Zingaretti in Regione Lazio, altro non è che un ostacolo sul percorso da intraprendere.

Ma i fedelissimi della Raggi non ne vogliono sapere, non dopo quattro anni di battaglie aspre in Campidoglio proprio con quei dem che un giorno si e l’altro pure escludono un dialogo non solo con la sindaca, ma anche con il gruppo dirigente capitolino dei cinquestelle

«Meraviglia che una persona esperta come Roberta Lombardi faccia dipendere le scelte del M5S dai no del Pd», commenta secco il capogruppo Giuliano Pacetti.

Ieri, ricorda ‘’Il Messaggero’’, in risposta alla proposta di Di Maio, Pacetti ha sottolineato che i grillini in questa fase vogliono difendere le esperienze maturate da consiglieri e sindaci e che «il punto di partenza per qualsiasi dialogo è che i nostri amministratori valgono quanto quelli degli altri e gli uscenti ancora di più».

A rimanere in silenzio è stato Paolo Ferrara, che in nessun modo si è espresso sull’uscita di Di Maio. Ha invece risposto agli attacchi di Lombardi, rivendicando le energie impiegate in questi anni per fare politica ed escluso «alleanze pasticciate che non ci interessano» e smentendo di fatto la proposta dell’ex capo politico: «Abbiamo ricostruito pezzi di città combattendo la criminalità, rimettendo a posto i conti pubblici, ma soprattutto evitando di fare politica nelle segrete stanze e sui giornali. Non abbiamo costruito qualcosa per fare accordicchi di palazzo nei sotterranei del Campidoglio ne altrove».

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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