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Roma, gli attivisti M5S del Mun. I chiedono più partecipazione e meno censure

Dura nota degli attivisti grillini del Centro Storico della Capitale. Al centro della contesa, più partecipazione e un caso di ‘censura’ social

Giacomo Di Stefano
di Giacomo Di Stefano | 2020-09-10 10/09/2020 ore 12:00

Hanno preso carta e penna ancora una volta gli attivisti grillini del centro storico di Roma. Una lettera rivolta al riferimento ufficiale e nazionale dell’attivismo, Paola Taverna, e ai ‘facilitatori’ regionali per denunciare il malessere che si respira nella base grillina.

Al centro della disputa la richiesta di maggiore partecipazione dal basso alle scelte del movimento e la valorizzazione di attivisti e di gruppi locali. Come? Riconoscendo i gruppi nello Statuto del M5S, per poi presentarli agli Stati Generali. Una presa di posizione forte, che vuole sollecitare la dirigenza nazionale ad un ascolto vero dei militanti, che arriva dopo la comunicazione del M5S del Municipio I che interromperà momentaneamente le attività politiche.

Alla base del malcontento ci sarebbe un passato incontro di Di Maio con i Meet UP cui sarebbe seguita la decisione – non condivisa con la base – di istituire la figura dei facilitatori: deputati o senatori che si sarebbero dovuti prendere cura dei problemi degli attivisti locali. Una figura che, secondo vari attivisti, non sarebbe stata istituita tanto per coinvolgere la base quanto per disinnescarne proteste e richieste di maggiore partecipazione

Il secondo capitolo riguarda il ‘mistero’ (ma gli attivisti del centro storico sembrano avere le idee chiare sui responsabili) di un loro post sparito da Facebook.

“Come ormai pubblicamente noto, il nostro comunicato di sospensione delle attività è stato eliminato più volte dalla nostra Pagina Facebook.
Sappiamo già chi , fra i diversi soggetti amministratori della pagina, sia stato e siamo altresi’ convinti che questa azione sia stata perpetrata in danno al MoVimento 5 stelle , contravvenendo a tutti i suesposti principi di democrazia, confronto e ascolto, rischiando, peraltro, di creare un grosso imbarazzo per il nostro Movimento che avrebbe potuto essere tacciato di censura dai Media nazionali. Questa azione è stata da molti considerata spudorata, oltraggiosa e prova di grande incompetenza comunicativa oltre che dannosa per il MoVimento stesso – spiegano gli attivisti – se è vero che sposate il riconoscimento dei gruppi locali, sarebbe un bel segnale consegnare l’amministrazione della Pagina Facebook M5SROMA1 esclusivamente ai nostri tre portavoce Municipali. Non vi si chiede quindi di dare le chiavi a degli attivisti non ancora riconosciuti in nessuno Statuto, ma vi si chiede di darle ai nostri “𝘗𝘰𝘳𝘵𝘢𝘷𝘰𝘤𝘦”, figure politiche che hanno la facoltà di utilizzare liberamente il Logo del nostro MoVimento. Considerata la presenza di uno di voi facilitatori nell’amministrazione della Pagina, potrete farlo senza far intercedere nessuno.”

Si suppone che la lettera potrà causare dei malumori e potrebbe non essere percepita positivamente dallo stato maggiore grillino, ma è considerata un documento fondamentale per far capire l’importanza di una svolta rapida e radicale nel rapporto tra movimento e attivisti.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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