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NCC e bus turistici in stato d’agitazione: siamo le vere categorie dimenticate

Lettera inviata a Governo, Prefetto e Regioni. Aloisi a RC: sconcertati per l’indifferenza delle istituzioni

Giacomo Di Stefano
di Giacomo Di Stefano | 2020-10-23 23/10/2020 ore 13:00

Gli NCC e le imprese dei bus turistici proclamano lo stato d’agitazione. E lo fanno attraverso una lettera recapitata al premier Giuseppe Conte, al MIT, al MIBACT, al Prefetto di Roma e alle Regioni. Il motivo è la crisi che sta subendo il settore per l’emergenza coronavirus. Una crisi, dicono, che vedrebbe negli autisti di bus e auto proprio le categorie più colpite.

“Le attività di bus ed NCC non sono rinetrate tra quelle sospese dai vari DPCM e DL che si sono susseguiti dall’inizio di marzo ad oggi, ma venivano lasciate aperte perché il codice ATECO 49.00 le faceva rientrare in quelle che sono considerate essenziali – spiegano le associazioni di categoria – in questo frangente le aziende si sono ritrovate sulla carta attive ma, di fatto, sono state fermate dalla totale mancanza di utenza e anche quella timidissima ripresa è stata stroncata dal risalire della curva dei contagi che ha fatto scaturire ulteriori provvedimenti restrittivi”

Dura anche la presa di posizione di Giulio Aloisi, dirigente dell’Anitrav- NCC, che a Radiocolonna spiega lo sconforto della categoria e i possibili correttivi a un situazione definita insostenibile.

“Noi che viviamo con il turismo, siamo stati i primi a subire la crisi e saremo gli ultimi a uscirne – spieg – mentre altre categorie hanno lavorato, si pensino ai bar, ai parrucchieri e ai ristoranti, noi non abbiamo mosso una vettura. Siamo sconcertati per il modo con cui il Governo ci ha trattati, come se fossimo invisibili, inesistenti”.

Gli NCC, quindi, chiedono un aiuto almeno fino a marzo prossimo, quando si spera possano arrivare cure efficaci contro il coronavirus.

“Sulla stampa compaiono solo le proteste di baristi e ristoratori, mentre le nostre categorie, che contano circa 60mila imprese, sono sempre dimenticate. Non vorremmo tenere impegnate le forze dell’ordine, ma se la situazione non cambia saremo costretti a scendere in piazza – conclude Aloisi – come NCC noi abbiamo anche il problema enorme di una legge che ci penalizzerà anche una volta usciti dalla crisi. Una misura legislativa voluta dall’esecutivo Lega-M5S che nemmeno il governo giallorosso sembra voler cambiare”.

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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