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Roma, quel progetto del 1916 per riunire i vari parchi di Roma

È tornata in auge la proposta di Marcello Piacentini. Gli organizzatori del GRAB: ci ispiriamo a loro

Giacomo Di Stefano
di Giacomo Di Stefano | 2020-11-4 4/11/2020 ore 18:00

Un anello che unisce i vari parchi di Roma, quelli esistenti ma anche quelli da acquistare dalle grandi famiglie di Roma. In questo periodo, grazie agli organizzatori del GRAB, è tornato alla luce un vecchio progetto di Marcello Piacentini, architetto e urbanista romano. Un’idea del 1916 denominata “Anello dei Parchi” e consistente in un percorso anulare per unire le grandi aree vendi capitoline. Dunque, all’epoca, si trattava di collegare Villa Borghese, il Pincio, Valle Giulia, Gianicolo e Passeggiata Archeologica – già posseduti dalla Capitale – con parchi ancora privati, che avrebbero creato così una cortina verde attorno a Roma. Tra questi, Villa Strohl-Fern, la Lancellotti, la Teresa, villa Pamphili e Villa Torlonia. Era prevista, poi, la creazione di nuove aree verdi a Montemario e a Porta Maggiore che si collegassero con le altre aree verdi come Aventino, Navicella e Appia Antica. Tutte unite da un “ampio viale alberato”.

È questa la filosofia del Grab, che ammette di essersi ispirata a quella suggestione per progettare il Grande Raccordo Anulare della biciclette.

“Tutto questo partendo proprio dall’Appia Antica con un intervento sul paesaggio urbano multidimensionale: funzionale, ambientale, economico, sociale, estetico, culturale. Non è un percorso che attraversa i luoghi. Piuttosto vuole modificare i luoghi che attraversa, facendo crescere la voglia di correggerli e migliorarli attraverso la ricomposizione del frammentato spazio archeologico capitolino, la ricucitura dei bordi con il centro, la creazione di una cintura verde metropolitana, la trasformazione e la valorizzazione di aree trascurate e abbandonate – spiegano gli organizzatori – Il tracciato del GRAB vuole appunto dare concretezza al sogno del grande intellettuale italiano Antonio Cederna che ha dedicato la vita alla battaglia per evitare che la Regina Viarum (e non solo lei) venisse cancellata dalla speculazione edilizia, dall’abusivismo, dall’ingorgo. Immaginava un ininterrotto museo a cielo aperto della Roma antica, dalla Colonna Traiana ai Castelli romani: un enorme cuneo monumentale di oltre 18 chilometri unito dal tracciato della via Appia Antica che ingloba Fori, Colosseo, Palatino e Celio, Circo Massimo, Terme di Caracalla, valle della Caffarella e area degli Acquedotti”.

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tagsgrab, Roma

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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