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Il caso Lazio, rapporto tamponi-positivi resta basso

Tra le ragioni, aver adottato in maniera più incisiva e rigorosa di altre regioni la cosiddetta strategia delle 3T (Testare, Tracciare, Trattare)

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di Redazione | 2020-11-12 12/11/2020 ore 9:45

Il rapporto tra tamponi e positivi nel Lazio continua ad essere basso: il 9,3 per cento di coloro che vengono testati risulta positivo. È un dato incoraggiante rispetto ad altre regioni come la Lombardia, ad esempio, dove si sono raggiunti picchi pari al 23,21 per cento nel rapporto positivi/tamponi.

Anche nel Lazio, come nel resto d’Italia, siamo in una fase di aumento dei casi di contagio e di una crescita degli ospedalizzati e dei pazienti in terapia intensiva. In base ai dati, però, si nota come la regione stia crescendo meno rispetto ad altre.

Questo può dipendere da una serie di fattori, in particolare dall’avere adottato in maniera più incisiva e rigorosa la cosiddetta strategia delle 3T (Testare, Tracciare, Trattare).

Il Lazio è la prima regione italiana per casi testati in rapporto alla popolazione. Nella prima ondata della pandemia da coronavirus, infatti, il numero di contagi è stato contenuto, cosa che ha permesso alla rete ospedaliera di non andare in eccessivo sovraccarico come accaduto invece in Nord Italia.

La situazione ora è molto cambiata. Con la seconda ondata, negli ultimi tre mesi, a partire dalla seconda metà di agosto, il quadro epidemiologico dell’infezione da Covid-19 mostra un graduale aumento dei casi fino alla prima metà di settembre, e successivamente una rapida ascesa della curva. Su oltre 26 mila tamponi (meno 2.767 rispetto a ieri), nel Lazio si registrano oggi 2.479 nuovi casi positivi al Covid-19 (meno 129 rispetto a ieri), di cui 1.095 a Roma. Inoltre, si registrano 38 decessi (più 2 rispetto a ieri) e 447 guariti (più 190 rispetto a ieri). Un incremento che ha portato a un’incidenza media di 181 casi ogni 100 mila abitanti. In particolare nelle ultime settimane si è passati da 246 a 455 focolai con l’89 per cento in ambito familiare.

A fronte di questa situazione, per il proseguimento della battaglia contro il Covid-19, pochi giorni fa, la Regione Lazio ha stipulato un accordo con le farmacie, che rappresenteranno un altro punto strategico per il tracciamento di eventuali nuovi casi. Con l’accordo si è dato il via libera alle farmacie di eseguire i test sierologici e i tamponi antigenici rapidi con oneri a carico del cittadino e tariffe calmierate. L’attività sarà svolta su prenotazione attraverso precisi protocolli operativi. Le farmacie aderiranno su base volontaria garantendo i percorsi di sicurezza. Anche in questo caso, così come avviene nelle strutture private, eseguire il tampone o il test sarà a spese del cittadino che vi si sottopone. Tuttavia, per agevolare gli stessi cittadini, la Regione Lazio ha previsto delle tariffe meno pesanti. Si tratta di un modo per consentire a quanti più cittadini possibile di sottoporsi a questi test, per verificare l’eventuale positività al virus. Nel frattempo, la Regione Lazio ha già stipulato un secondo accordo, questa volta con la medicina generale che prevede, appunto, la possibilità di effettuare i tamponi rapidi antigenici in altre strutture. Per questo motivo, in settimana è previsto l’arrivo di 200 mila test antigenici rapidi ai medici di medicina generale. Ma all’arrivo dei nuovi test rapidi si aggiunge anche la necessità di potenziare l’organico. Per questo motivo, il potenziamento dell’attività di contact tracing avverrà attraverso l’assunzione di 86 nuovi tracciatori dal bando della Protezione civile nazionale: di cui 20 medici, 24 infermieri, 19 tecnici della prevenzione e 23 amministrativi.

Inoltre, la prenotazione di tamponi Covid ai drive-in è un servizio disponibile anche via app su sistemi iOs e Android. Infine, per quanto riguarda il Lazio c’è un dato rilevante da evidenziare: rispetto ad altre regioni in Italia ha sempre mantenuto un numero alto di ospedalizzati. L’ipotesi, secondo molti esperti, è che la Regione abbia messo in campo delle misure più rigorose, optando per il ricovero anche di pazienti meno gravi. Questa scelta, naturalmente, da una parte grava di più sul sistema sanitario ma dall’altro assicura un maggiore controllo rispetto all’isolamento domiciliare. Ad oggi sono 2.913 i ricoveri (più 128 rispetto a ieri) e 255 in terapia intensiva (meno due rispetto a ieri). A seguito dell’ultimo Dpcm, il Lazio è al momento tra le Regioni in fascia gialla, quindi a basso rischio con minori restrizioni per i cittadini. Questo è dovuto al fatto che “hanno funzionato le misure di contenimento contro il Covid-19 che abbiamo messo in campo in questi mesi”, ha più volte rivendicato il governatore Zingaretti, invitando i cittadini a non abbassare la guardia: “ciò non deve essere interpretato come semaforo verde”, perché lo stress sul sistema sanitario è ancora altissimo. “Il nemico non sono le regole ma il virus che dobbiamo fermare”. “L’andamento della curva ci indica che stiamo sulla soglia di un plateau. Se questo dovesse essere confermato, dovremmo vedere attorno al 20 novembre un lieve decremento”, aveva spiegato l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. “Lo scenario per la rete ospedaliera nelle prossime settimane è previsto in ascesa, e non potrebbe essere altrimenti. Per questo sono importanti prevenzione e tutela”

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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