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Tar Lazio, stop medici famiglia per cure Covid a casa

Accolto ricorso del sindacato dei medici italiani. Regione Lazio fa ricorso

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di Redazione | 2020-11-18 17/11/2020 ore 9:40
(ultimo aggiornamento il 18 Novembre 2020 alle ore 10:06)

“L’affidamento ai medici di medicina generale del compito di assistenza domiciliare ai malati Covid” risulta in contrasto con la normativa emergenziale. Per questo il Tar del Lazio ha parzialmente accolto un ricorso proposto dal sindacato dei medici italiani contro alcuni provvedimenti della Regione Lazio.

Per effetto delle decisioni regionali “i medici di medicina generale – precisa il Tar – risultano investiti di una funzione di assistenza domiciliare ai pazienti Covid del tutto impropria, che per legge dovrebbe spettare unicamente alle Unità Speciali di Continuità Assistenziale (Usca)”. Per il Tar i medici verrebbero “pericolosamente distratti dal compito di prestare l’assistenza ordinaria, a tutto detrimento della concreta possibilità di assistere i tanti pazienti non Covid, molti dei quali affetti da patologie anche gravi”.

La Regione Lazio ricorre al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar del Lazio che “non tiene conto di un quadro di forte evoluzione del ruolo dei medici di medicina generale nel contrasto alla pandemia ed arriva dopo 8 mesi dalle modalità organizzative messe in atto che finora hanno consentito al Lazio di essere nella cosiddetta zona ‘gialla’”. “Nel Lazio vi sono oltre 60mila persone in isolamento domiciliare ed è tecnicamente impossibile gestirle unicamente con le USCA-R”, sottolinea l’Unità di crisi della Regione.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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