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Uffici senza riscaldamento a Ostiense, 400 dipendenti comune a lavoro da casa

Riscaldamento in tilt, guano dei piccioni che impedisce l’accesso ai locali della caldaia, infiltrazioni d’acqua e una gara per la manutenzione andata deserta

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di Mca | 2021-01-12 12/01/2021 ore 11:25

I riscaldamenti in tilt, il guano dei piccioni che impedisce l’accesso ai locali della caldaia, infiltrazioni d’acqua nei solai e 850mila euro per la manutenzione rimandati indietro a causa di una gara, indetta dal Municipio VIII e andata deserta.

Sono le condizioni in cui versano gli uffici di circonvallazione Ostiense 191 a Roma e che ospitano oltre 400 dipendenti capitolini di diversi dipartimenti. Il malcontento dei lavoratori e le preoccupazioni dei dirigenti oggi sono finite al centro di una commissione Trasparenza del Campidoglio, presieduta dal presidente Pd Marco Palumbo.

Per gli interventi di manutenzione allo stabile “a settembre sono stati allocati dei fondi sul centro di costo del Municipio VIII – ha spiegato Alessandra Boldrini, dirigente della Uo Controllo atti dipartimenti -, forse era tardi ma qualcosa si poteva fare. È stato fatto il progetto dopo un mese, poi la gara è andata deserta e i lavori al piano terra non sono stati fatti. Dopo è subentrato il problema della caldaia e siamo stati costretti a chiudere gli uffici e a mettere tutti in smart working”.

A oggi lavorano da casa oltre 400 persone a causa dell’assenza dei riscaldamenti e della mancata messa in sicurezza dell’edificio.

“È assurdo che 9 dirigenti e 400 dipendenti siano in smart working perché non c’è il riscaldamento – ha sottolineato Antonella Caprioli, direttrice del dipartimento Partecipazione, comunicazione e pari opportunità -. Non è chiaro di chi sia la proprietà di questo stabile che, oltre al problema caldaia, ha grossi problemi di manutenzione generale e di impianti elettrici. Se le risorse arrivano a novembre neanche Mandrake è in grado di spenderle. I datori di lavoro rispondono penalmente e devono essere messi in condizione di intervenire. Non sta a me decidere chi ha competenza, se il Municipio o il Simu, ma è necessario intervenire al più presto”. Sull’immobile, infatti, pende un problema di competenza, poiché non è chiaro di chi sia la proprietà. “Se il tema è perfezionare il titolo di proprietà dell’immobile, prendo conoscenza del problema e mi attivo in tempi brevi per superare questo ostacolo”, ha affermato Stefano Cassio, tecnico del dipartimento Patrimonio.

Intanto giovedì prossimo, 14 gennaio, la commissione stabili pericolanti del Simu farà un sopralluogo nel palazzo, mentre per quanto riguarda le risorse stanziate a settembre, l’assessora ai Lavori pubblici del Municipio Roma VIII, Paola Angelucci, ha chiarito che “il municipio ha dovuto rimandare indietro i fondi” perché “all’interno del decentramento imperfetto ci troviamo mostruosità come queste. Ci sono problematiche di sicurezza per chi sta all’interno ma anche all’esterno dello stabile – ha aggiunto l’assessora -. Il marciapiede esterno non è agibile, ci sono lamentele continue da parte della cittadinanza e a ragione. Nel bilancio di quest’anno, con i tagli lineari assurdi effettuati” dall’amministrazione centrale “va preso in carico questo stabile che ormai è di archeologia industriale”. Una parte dei lavori tuttavia riuscirà a partire a breve, forse già la prossima settimana, per risolvere “una parte delle infiltrazioni nelle stanze”, ha chiarito Olga Lo Monaco, responsabile dell’ufficio Manutenzione straordinaria del Municipio VIII.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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