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Violenza donne: Roma vuole intitolare centri a esempi lotta

Raggi, oggi ricordiamo vittime innocenti, Roma non dimentica chi ha sacrificato la vita

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di Redazione | 2021-03-21 21/03/2021 ore 13:30

Con una memoria da poco firmata, la giunta capitolina affianca all’apertura dei centri antiviolenza una campagna di sensibilizzazione per l’intitolazione di queste strutture a donne simbolo della lotta alla violenza, esempi di autodeterminazione e liberta’ femminile o, a o persone che si sono distinte nelle battaglie di difesa e promozione dei diritti delle donne. Lo comunica il Campidoglio.

Il percorso per le nuove intitolazioni sara’ partecipativo, aperto ad associazioni ed organismi impegnati nella prevenzione e nel contrasto alla violenza di genere, nonche’ alla promozione della cultura delle pari opportunita’, ai Municipi, alla cittadinanza e alle scuole. “Ogni struttura che abbiamo aperto per le donne e’ un tassello che si aggiunge nel contrasto alla violenza di genere e nell’opera di riscatto e di ricostruzione della propria autonomia” afferma la sindaca di Roma Virginia Raggi. “Alcune gia’ portano il nome di donne straordinarie come il Cav ‘Nilde Iotti’, il Centro comunale ‘Donatella Colasanti-Rosaria Lopez’, la casa di Semiautonomia ‘Franca Viola’. Vogliamo che siano i primi e non gli unici luoghi, a ricordare gia’ nel nome, il coraggio e l’impegno delle donne”.

“L’azione amministrativa e’ fatta di concretezza, come l’apertura di spazi a sostegno delle donne, e di riflessione, di sensibilizzazione su un tema che e’ sempre rilevante, non solo giornate simbolo. Per questo abbiamo voluto dare un segnale che e’ l’inizio di un percorso. L’obiettivo e’ rendere il contributo che alcune donne hanno dato alla promozione dei diritti femminili o alla lotta contro la violenza un esempio e un aiuto ulteriore a tutte le altre, un supporto al coraggio di ciascuna” afferma l’assessora al sociale Veronica Mammi’. “La violenza sulle donne si combatte anche attraverso le storie di donne che con il loro impegno sono diventate degli esempi per le altre. Intitolare i nostri CAV a persone che hanno dedicato la loro vita all’emancipazione delle donne attraverso un processo partecipativo, che vede il coinvolgimento di associazioni e cittadini, ci permette di favorire un cambiamento culturale che e’ alla base della lotta della violenza di genere”, afferma l’assessora alla Cultura Lorenza Fruci.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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