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Papagni (Federbalneari): nuove strutture e potenziare il turismo

Dati e cifre di un business milionario che si basa però soprattutto sulle presenze degli abitanti della Capitale con una bassissima percentuale di stranieri. Cambia anche la tendenza: – 30 per cento di affitti cabine.

Giacomo Di Stefano
di Giacomo Di Stefano | 2017-06-7 7/06/2017 ore 17:54

Centomila bagnanti ogni fine settimana, 5000/6000 addetti impegnati di cui il 20% attivo anche nei mesi invernali per manutenzione, centri benessere e ristorazione.

Sono alcuni dati che raccontano l’economia balneare di Roma, un business che d’estate coincide con le vacanze e le gite fuoriporta dei romani. Nei weekend ma non solo.

A Ostia e dintorni ci sono 60 stabilimenti e 10 spiagge libere, le prime sono del demanio – dunque statali – le seconde a gestione comunale. “Per intenderci, la parte delle ‘dune’ e di Capocotta rientra nella seconda categoria – spiega il presidente di Federbalneari Roma, Renato Papagni – precisamente spiaggia libera organizzata comunale”. Un arenile – quello tra Capocotta e Castel Porziano – che è lungo circa 3 km.

Le presenze nei weekend estivi, come da incipit, variano dalle 100mila alle 120mila. Un trend che solitamente cresce fino a luglio, nel 2016 con buone performance anche ad agosto, quando i romani – spesso – sono lontani dal litorale di Ostia.

Il 98% sono romani, il 2% sono stranieri o turisti italiani. Spesso capitati per caso.

“L’altro giorno parlavo con una coppia toscana nel mio stabilimento (Le Dune ndr) – prosegue Papagni – e sono venuti sul litorale per caso, quasi come se non sapessero che a Roma c’è il mare”.

Per ampliare la fama del mare di Roma anche all’esterno, Federbalneari Roma ha stipulato un accordo con Roma Capitale – Assessorato al Turismo – per la diffusione di mappe e itinerari turistici di Roma che includano anche le mete balneari. Un iniziativa che ha visto anche il coinvolgimento degli albergatori di Ostia e di Roma che organizzano tour dal Centro Storico al mare. Tour mattutini, pomeridiani e serali che sono integrati dalla stampa di mappe – circa 30mila – sparse tra PIT, luoghi turistici e centri di ristorazioni con un unico obiettivo: far conoscere Ostia ai turisti.

Molto interessante il capitolo dei trend, un dato nazionale che – spiega Papagni – rappresenta alla perfezione anche la situazione ostiense. Centrale lo studio della domanda di cabine, un indicatore che racconta le tendenze – e le preferenze – dei nuclei familiari.

Rispetto al biennio 2014-2015, s’è registrato un – 30% di affitti di cabine. Una tendenza che viene ribaltata nel caso di spogliatoi di qualità, con comfort, presi solo per qualche giorno: +10%. “Questo trend è molto indicativo e spiega come la domanda dei bagnanti stia cambiando radicalmente – confida il presidente – l’idea della cabina affittata dalle famiglie per uno o più mesi non esiste più, c’è tendenza alla qualità occasionale a cui bisognerà adeguarsi”. Un adattamento che, però, è più difficile di quanto si pensi.

Molti balneari fanno ancora fatica ad accettare questa idea, spiega Papagni, un nuovo corso che imporrebbe la demolizione di ampie parti di stabilimenti per costruire nuove strutture che si adattino alle nuove esigenze dei bagnanti.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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