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I treni di Roma: il fronte ATAC

Problemi e disagi in abbondanza per i viaggiatori sulle tre linee ex concesse, gestite oggi dall’azienda comunale. Premio speciale di Legambiente alla Roma – Lido, come peggior ferrovia italiana. Le critiche di Fabrizio Bonanni, del Comitato pendolari

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di Giacomo Di Stefano | 2017-06-22 22/06/2017 ore 10:42

Le linee ferroviarie regionali gestite da ATAC sono tre: la Roma-Lido, la Roma-Giardinetti e la Roma-Viterbo. Nonostante solo quest’ultima si possa definire davvero regionale, le tre linee ex-concesse sono legate da un filo conduttore che le ha portate spesso alla ribalta mediatica: i problemi e i disagi per i pendolari.

La Roma-Lido – inaugurata dal Benito Mussolini nel 1924 – è stata un volano per il popolamento di tutta l’area che collega Ostia con la Capitale.

Pendolaria 2016, la campagna lanciata da Legambiente sull’efficienza dei treni italiani, ha premiato la Roma-Lido come peggior ferrovia italiana. Una domanda di circa 100mila pendolari svilita da guasti tecnici, ritardi e treni affollati, spesso privi di aria condizionata e riscaldamento. Non solo. A completare il quadro ci sono le stazioni fatiscenti, i furti e le aggressioni al personale ATAC dell’utenza inferocita.

La seconda linea è la Roma-Giardinetti, l’ex Roma-Fiuggi che – fino al 2015 – collegava la stazione Termini con la parte est di Roma tramite la direttrice Casilina. Nell’estate del 2015 il tratto da Centocelle a Giardinetti è stato chiuso, ufficialmente per consentire la costruzione del capolinea di Centocelle, accanto alla stazione della Metro C. Una versione che non condividono i pendolari, convinti che l’operazione volesse in realtà incentivare l’uso della Metro C, che compie un percorso analogo.

 

Incerto il destino della Roma – Civita Castellana

L’ultima è la Roma-Civita Castellana – Viterbo, la linea che ogni giorno porta circa 60mila persone da Roma alla Tuscia. Treni fatiscenti, corse soppresse e stazioni insicure sono il corollario dello stato d’abbandono che sta vivendo, da tempo, la linea.

Nonostante la forte domanda di utenti e pendolari, la tratta sta vivendo un destino differente, se si fa riferimento al tratto urbano o a quello extraurbano.

Mentre la parte urbana (più redditizia) vive una situazione di relativa normalità, quella extraurbana è in una condizione molto difficile, con molte corse ferroviarie che stanno lasciando progressivamente spazio a quelle su gomma dei bus sostitutivi.

Secondo il comitato dei pendolari diretto dall’attivissimo Fabrizio Bonanni, il sospetto è che sia in atto un progressivo smantellamento del tratto extraurbano della Roma-Viterbo e il mantenimento della sola parte urbana. Magari con una metropolitana leggera che andrebbe da Flaminio a Sant’Oreste o a Catalano.

Ma la partita è doppia, e oltre a quella relativa al servizio c’è un altro tema caldo: la questione gestionale. A fine 2016, ATAC e Regione Lazio hanno firmato il contratto di servizio per la gestione delle tre ex concesse: 85 milioni di euro, relativi al triennio 2017/2019, per far funzionare Roma-Viterbo, Roma-Lido e Roma-Giardinetti.

 

Manca ancora la Carta dei Servizi, unico strumento di valutazione

“C’è il contratto di servizio, ma non c’è ancora la Carta dei Servizi, l’unico strumento per monitorare il lavoro di ATAC sulla linea – racconta Bonanni all’Osservatorio sulla Capitale – mentre è solo stabilendo gli indicatori che è possibile valutare il livello e la qualità del servizio”.

Ma anche sul futuro della gestione esistono ancora tante incognite. Il contratto di servizio dura fino al 2019. Da quell’anno in poi, tutti i servizi pubblici gestiti da ATAC dovrebbero andare a gara. A dirlo è il Regolamento CE 1370 del 2007 sui trasporti pubblici su strada e ferro. Una norma che, nell’articolo 5, dice che la durata delle gare d’appalto per i servizi urbani – non nazionali – non può superare i 10 anni.

Ma esisterebbero escamotages per ridimensionare la normativa e sostituire le gare d’appalto con affidamenti diretti. Uno di questi consisterebbe in una dichiarazione (che si presume non veritiera) per dire che la soluzione in house sia più conveniente della messa a gara.

La situazione è intricata e nel futuro della Roma-Viterbo potrebbe anche esserci un altro attore. “RFI ha preso in mano la manutenzione delle tre ferrovie – conclude Bonanni –  con Trenitalia che ha messo un piede dentro alla partita sulle ex concesse: vediamo cosa accadrà dopo il 2019”.

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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