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Lazio, ecco le tre sfide per il futuro governatore

Sanità, trasporto pubblico e partecipate. Secondo la Corte dei Conti sono i nodi con cui dovrà confrontarsi la prossima amministrazione

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di Fiorina Capozzi | 2018-03-1 28/02/2018 ore 17:03
(ultimo aggiornamento il 1 Marzo 2018 alle ore 15:03)

Sanità, trasporti e partecipate. Sono queste le tre grandi sfide che attendono il prossimo governatore del Lazio. Lo suggerisce implicitamente la Corte dei Conti nell’ultimo Rendiconto generale della Regione per l’esercizio 2016 redatto il 14 dicembre dello scorso anno. In 57 pagine, i magistrati contabili fanno il punto sulla situazione finanziaria dell’ente mettendo in evidenza alcune criticità che restano sul tavolo nonostante la Regione sia uscita dal commissariamento nella Sanità.

Innanzitutto, il tema salute resta al centro dei pensieri della Corte che evidenzia come per il futuro governatore della Regione “si pone, in particolare, l’obiettivo di verificare (…) le basi strutturali prioritariamente in funzione del perseguimento di un equilibrio di bilancio sostanziale, in uno con la sostenibilità dinamica del debito sanitario e con l’efficacia e l’efficienza della spesa, e nel rispetto dell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA)”. Una sfida non da poco visto che il governo Gentiloni ha allungato il novero delle prestazioni senza aumentare i fondi destinati alla sanità. Non a caso nel Lazio “la sottoscrizione del Piano di rientro dal disavanzo sanitario pregresso ed il conseguente commissariamento dell’ambito sanitario hanno comportato l’applicazione, per tutto il periodo di vigenza del Piano di rientro, delle maggiorazioni delle aliquote previste per l’IRAP e per l’addizionale Irpef” come si legge nel documento. Dal 2014, nel Lazio l’aliquota Irpef è stata infatti più che raddoppiata passando dallo 0,5 per cento all’1,1 per cento con l’introduzione di alcune variazioni in base agli scaglioni di reddito. Ed è proprio in queste cifre che stanno i problemi finanziari della Regione che, come rileva la Corte, non riesce a trovare la quadra fra le necessità della popolazione e l’equilibrio finanziario. “A fronte di un evidente sforzo dell’Ente di avviare un’azione di governo all’interno di una cornice programmatica unitaria, volta a sostenere, anche attraverso la produzione normativa, – scrivono i magistrati contabili – lo sviluppo economico e il tessuto produttivo del territorio, si rileva una situazione di complessivi equilibri di bilancio ancora pesantemente condizionati dalla necessità di abbattere i disavanzi pregressi (in ambito sanitario, come pure a seguito del ricorso massiccio, operato nelle annualità 2013-2015, alle anticipazioni di liquidità, cui l’Ente non può che far fronte attraverso la propria leva fiscale”. E questo anche a dispetto del fatto che il governatore uscente, Nicola Zingaretti, abbia varato una manovra per la ristrutturazione dei debiti della controllata San.Im Spa, società con cui la Regione aveva effettuato la cartolarizzazione dei debiti della sanità nel periodo del governatore Francesco Storace.

Fin qui i nodi della sanità che, nel caso di conferma, Zingaretti ha dichiarato di voler potenziare con un corposo piano di assunzioni. Al secondo posto nella classifica dei problemi regionali, ci sono poi i guai del trasporto pubblico che, come spiega la Corte, è “una delle voci più importanti del bilancio regionale”. Non a caso nel 2016 la Regione ha previsto in bilancio la destinazione di quasi 335 milioni per la copertura degli oneri del trasporto pubblico locale (TPL). Si tratta di una cifra importante che l’ente ha pensato bene di coprire utilizzando le maggiorazioni adottate sulle aliquote Irpef e Irap, possibili per effetto del Piano di rientro dal disavanzo sanitario pregresso. “La sezione osserva che le maggiorazioni (…) costituiscono nei fatti fonti di copertura della spesa per la mobilità regionale che, per la parte non coperta dalle risorse provenienti dai trasferimenti statali, allo stato, non lasciano alla Regione margini di alternatività” evidenzia la Corte. Sulla base di questa considerazione, i magistrati propongono “un’approfondita riflessione” per adottare politiche “di autonoma acquisizione delle entrate a copertura della spesa” nel settore mobilità, secondo nel bilancio regionale solo alla sanità. Un vero e proprio grattacapo visto che ormai la Regione si è lasciata alle spalle il commissariamento nella sanità e potenzialmente anche le maxi-aliquote che ne derivavano finanziando non solo la salute pubblica ma anche il trasporto locale.

Infine la terza sfida da affrontare per il prossimo governatore sarà quella delle partecipate. Con Zingaretti è stato avviato un percorso di razionalizzazione seguito alla richiesta del governo di dare un taglio alle realtà improduttive e in rosso. L’operazione non è però stata indolore perché in pancia alle controllate ci sono un a serie di partite creditorie e debitorie da regolare con la Regione. Numeri che però non coincidono nei bilanci delle controllate e in quello dell’ente. Il problema è imponente e non a caso i magistrati suggeriscono di chiudere il cerchio su questa partita che rischia di incidere sulla veridicità dello stesso bilancio regionale. “Si richiama l’attenzione dell’Amministrazione, contestualmente all’Organo di revisione e controllo interno, sulla necessità di porre in essere e definire il procedimento di asseverazione anche nelle ipotesi in cui i relativi esiti siano a saldo zero, trattandosi di una circostanza non prevedibile ex ante che non esclude, ed anzi presuppone, il relativo procedimento di verifica” precisano i magistrati contabili che invitano ad estendere la procedura anche alle Fondazioni. Solo in questo modo il bilancio regionale sarà finalmente trasparente. “Tale previsione risulta coerente con il principio più generale per il quale l’Amministrazione deve redigere le proprie scritture contabili al fine di rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione finanziaria e patrimoniale e il risultato economico della complessiva attività svolta attraverso le proprie articolazioni organizzative, i suoi enti strumentali e le sue società controllate e partecipate” concludono i magistrati contabili. La scadenza entro la quale effettuare questa grande operazione di pulizia? Per la Corte è entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello di riferimento. Ma la partita è solo iniziata con effetti che si vedranno solo in futuro sui bilanci dell’ente. Con buona pace del prossimo governatore.

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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