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Regionali/Lazio: il Centrodestra insidia Zingaretti

Stefano Parisi, partito buon ultimo, potrebbe giovarsi dell’alleanza FI-Lega-Fdl-Noi. Roberta Lombardi penalizzata dalle polemiche su Raggi ed emergenza neve

Beppe Leone
di Beppe Leone | 2018-03-1 28/02/2018 ore 17:24
(ultimo aggiornamento il 1 Marzo 2018 alle ore 15:01)

Domenica 4 marzo è alle porte ed i tre big che lottano per la presidenza della Regione Lazio – l’uscente Nicola Zingaretti (centrosinistra), Stefano Parisi (centrodestra) e Roberta Lombardi (M5S) – lanciano gli ultimi appelli agli elettori ancora indecisi se recarsi alle urne e chi scegliere per guidare la nostra regione per il prossimo quinquennio.

Il confronto politico e’ stato molto acceso, anche se in parte oscurato dalla campagna elettorale per le politiche che si svolgeranno lo stesso giorno, ed i candidati non si sono risparmiati colpi sia per conservare la posizione di vantaggio (Zingaretti veniva dato abbastanza in testa dai sondaggi) sia per recuperare e superare gli avversari (Parisi e Lombardi). Sergio Pirozzi, il combattivo sindaco di Amatrice, sembra aver perso l’appeal dei primi giorni presso gli elettori, anche perchè danneggiato dalla concomitanza del voto regionale con quello nazionale che avvantaggia sicuramente i tre più grandi schieramenti in campo, ovvero, centrosinistra, centrodestra e Movimento 5 Stelle. Quindi, come detto, lotta a tre per il “governatorato”, con Stefano Parisi, partito buon ultimo, che potrebbe giovarsi del buon momento che sembra attraversare l’alleanza FI-Lega-FdI-Noi con l’Italia e puntare a scavalcare Zingaretti.

Roberta Lombardi sembra invece un po’ in difficoltà e l’emergenza neve che ha colpito soprattutto la Capitale potrebbe danneggiarla in quanto all’amministrazione capitolina  non sono state risparmiate  critiche per come e’ stata gestita la situazione eccezionale nella quale si e’ venuta a trovare Roma, per giunta con la sindaca Virginia Raggi assente in quanto partecipava ad un evento istituzionale in Messico.
Comunque, siamo alle ultime battute (come e’ noto la campagna elettorale si conclude alle 24 di  venerdi’ 2 marzo): la Lombardi chiudera’ proprio venerdi’  con un comizio a Piazza del Popolo, Parisi invece partecipera’ alla manifestazione unitaria del centrodestra di giovedi’ 1 marzo che dovrebbe vedere insieme Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, Zingaretti ha in pratica gia’ chiuso al cinema Adriano martedi’ scorso con il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ed il leader del Pd, Matteo Renzi (ma il presidente uscente terra’ altre manifestazioni fino all’ultimo momento utile).

Un’ultima considerazione. Sul voto di domenica pesa una grande incognita: quella dell’astensionismo. Sono infatti ancora tanti i cittadini che sembrano orientati a voler praticare lo sciopero del voto in segno di protesta contro i partiti. E certamente le condizioni meteorologiche, se saranno brutte anche domenica 4 marzo, non invoglieranno questi elettori e gli indecisi a recarsi al proprio seggio. Nelle precedenti consultazioni il partito dell’astensione e’ stato di gran lunga il primo schieramento. Speriamo che il fatto non si ripeta.

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A proposito dell'autore

Beppe Leone
137 articoli

Beppe Leone è giornalista professionista dal gennaio del 1977. Laureato in Scienze Politiche presso l'Università "la Sapienza di Roma", è stato capoufficio stampa della Camera dei Deputati dal giugno del 2008 al 31 dicembre del 2013. In precedenza è stato caporedattore centrale e a capo del Servizio politico dell'Agenzia giornalistica Asca.

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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