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Governo: Di Maio positivo, Salvini sembra frenare

Il leader di Fi ogni giorno rivolge appelli e richiami al “giovane Matteo” perchè non faccia passi falsi nella ricerca di un accordo con i cinquestelle

Beppe Leone
di Beppe Leone | 2018-05-18 17/05/2018 ore 18:05
(ultimo aggiornamento il 18 Maggio 2018 alle ore 9:07)

Un altro giorno di frenetiche trattative tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini per la formazione del governo giallo-verde, ma mentre l’esponente grillino sprizza ottimismo da tutti i pori (“stasera si chiude sul contratto” ha detto), il segretario del Carroccio sembra frenare sul documento licenziato dalla commissione tecnica pentastellata-leghista. La bozza di programma posta all’attenzione dei due leader, infatti, presenta ancora dei punti (segnalati in rosso) sui quali non e’ stato trovato un accordo per cui sono Di Maio e Salvini a dover trovare un’intesa su quanto e’ rimasto in sospeso.

Due le questioni principali, entrambe molto care alla Lega. La prima riguarda le infrastrutture. Per il rilancio dell’economia italiana la realizzazione delle grandi opere incompiute o in via di realizzazione e’ considerata dal Carroccio una delle priorita’. Non la pensano nello stesso modo i pentastellati. In particolare, il dissidio e’ molto forte sulla linea ferroviaria ad alta velocita’ Torino-Lione. Nella bozza e’ scritto che “nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia, ci impegniamo a sospendere i lavori esecutivi e a ridiscuterne integralmente il progetto”. E’ quasi “in toto” la posizione del M5S che ha sempre appoggiato la battaglia in Val di Susa dei “no Tav”, mentre la Lega vuole la sua realizzazione senza perdere tempo ulteriore. Sara’ possibile trovare un’intesa? In politica mai dire mai, anche perche’ la voglia di governo e’ forte sia tra i grillini che tra i leghisti, ma uno dei due contraenti dovra’ cedere su uno dei suoi principi piu’ forti se vuole un accordo.

Altro punto fonte di tensioni e’ quello concernente il controllo dell’immigrazione irregolare. Per la Lega deve essere aumentato per prevenire “eventuali infiltrazioni terroristiche” per cui chiede una normativa ad hoc che non vede d’accordo i grillini.

Ma non sono solo alcuni punti della bozza a tenere ancora distanti Lega e M5S. Anche la scelta del premier, oltre che la suddivisione dei Ministeri, tiene ancora aperta la trattativa a qualsiasi sbocco. Di Maio preme per una figura del Movimento, ma Salvini, fermo sul no al suo interlocutore, non vede tra i cinquestelle un possibile presidente del Consiglio in grado di trattare da pari a pari con Bruxelles, in un momento come questo in cui l’Italia ha necessita’ di ottenere maggiore flessibilita’ rispetto ai “paletti” della Ue. Ricordiamo che, senza accordo con l’Unione Europea, sul futuro governo pende la scure dell’aumento dell’Iva se non sara’ varata una manovra correttiva dei conti pubblici.

Ad indurre, infine, Salvini alla cautela c’e’ il nuovo attivismo di Silvio Berlusconi, tornato candidabile. Il leader di Fi ogni giorno rivolge appelli e richiami al “giovane Matteo” perchè non faccia passi falsi nella ricerca di un accordo con i cinquestelle. Per l’ex premier, il nuovo governo, se nascerà, dovrà avere vita breve e sgombrare il campo entro fine anno.

Per cui inutile stilare un programma che, per Berlusconi, sembra più un “libro dei sogni”, per giunta con un punto dedicato al conflitto di interessi che sembra scritto apposta contro di lui.

Staremo a vedere se Salvini ascolterà i consigli dell’ex cavaliere.

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A proposito dell'autore

Beppe Leone
126 articoli

Beppe Leone è giornalista professionista dal gennaio del 1977. Laureato in Scienze Politiche presso l'Università "la Sapienza di Roma", è stato capoufficio stampa della Camera dei Deputati dal giugno del 2008 al 31 dicembre del 2013. In precedenza è stato caporedattore centrale e a capo del Servizio politico dell'Agenzia giornalistica Asca.

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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