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Agosto di tragedie umane e vergogne istituzionali

La frattura fra le aspettative degli Italiani e la risposta degli organi competenti si allarga sempre di più.

2018-08-27 27/08/2018 ore 10:00

Agosto caldo caldissimo. Agosto di tragedie, dolore e figuracce a catena come pugni nello stomaco. Ora gli italiani tornano al lavoro con più interrogativi di quando son partiti per le ferie.

*14 agosto: crolla a Genova il ponte Morandi. Nella caduta travolge e stravolge persone e cose. Le istituzioni vanno e vengono e, alla fine, tutti in coro proclamano “chi ha sbagliato pagherà”. Circa 600 persone devono lasciare le proprie case e tutto quello che hanno. Le bare sono 43. Alcune piccolissime. Intanto i due monconi del ponte restano lì. Da anni si conoscevano le sue cattive condizioni e la necessità di interventi urgenti ma pare che ad Atlantia e ai vari tecnici soloni la cosa sia “sfuggita”. Nessun indagato. Quei due tranci di ex autostrada andrebbero abbattuti subito per evitarne il crollo spontaneo e disastroso. A tal proposito il procuratore di Genova, Francesco Cozzi se ne esce con questa dichiarazione costruita fra l’indegno e il pilatesco “Noi non abbiamo fretta…prima dobbiamo esaurire tutti gli accertamenti necessari…Se mi dicono che c’è rischio per l’incolumità pubblica, ALLORA D’ACCORDO NON fermerò né ostacolerò in alcun modo i lavori di abbattimento del ponte. Ma chiederemo che venga fatto in modo da consentire di salvaguardare le possibile fonti di prova…la Giustizia di solito non va d’accordo con i tempi troppo veloci…” E qui ci fermiamo con le parole di Cozzi perchè siamo talmente increduli, offesi e rabbiosi da non poter proseguire;
*Per quanto avvenuto al Ponte Morandi Atlantia se ne tira fuori. E pianta, con supponenza e distacco un ultimo chiodo su tutte quelle bare fatto di elargizioni e prospettive architettoniche al di là della fantascienza. (in breve si para le “spalle” sperando di non perdere la partita). Nessun indagato

*18 agosto: funerali di Stato per alcune delle vittime del crollo. Partecipa in camicia bianca anche Beppe Grillo (quello che fu inventore dei Cinquestelle). In disparte, quasi mesto e modesto. Salvo andarsene subito, telefonino alla mano, giustificandosi: “Ai funerali non ho resistito al cappello dorato di Bagnasco”.  Grillo voleva essere un leader ma con questo si è dimostrato un pover’uomo e nemmeno “ridicolo”.

*20 agosto: tragedia con 10 morti nel Parco del Pollino dove un’ondata di piena del torrente Raganello, causata dalle forti piogge, ha investito gruppi di escursionisti che cercavano di raggiungere le Gole. La Magistratura indaga su ignoti

*Negli stessi giorni si aggira per i nostri mari la nave Diciotti, (Guardia Costiera) che imbarcati 150 migranti non trova un porto o un paese dove scaricarli. Il governo giallo/verde, per la prima volta nella storia degli sbarchi, non molla di fronte al NEIN dell’Europa. Salvini porta l’Italia e il problema dell’accoglienza in primo piano e mette l’Europa di fronte alle proprie responsabilità comunitarie. Di Maio ribadisce in un video Facebook: “Se domani, dalla riunione della Commissione europea, non esce nulla sulla Diciotti e la redistribuzione dei migranti, allora io e il Movimento 5 Stelle non saremo più disposti a dare all’Unione europea 20 miliardi ogni anno…ce ne prendiamo una parte e non siamo disposti, se non ci aiutano, a votare una legge di Bilancio che prevede il finanziamento di 20 miliardi all’Unione europea…”. Il premier Conte ribadisce il concetto con decisione. Per gli Italiani quasi una sorpresa: un’idea di nazione/governo così compatta e forte ci ridà un brivido di orgoglio nazionale da tempo dimenticato. Tutto finisce quando il “carico” viene “diviso” fra Irlanda, Albania e con la Chiesa Italiana!! Ed è qui, che dopo aver dimenticato il Ponte Morandi, Atlantia e i morti del Pollino, la Magistratura mostra i muscoli. Figlia e schiava di nessuno, forte della sua impunibilità sferra il suo colpo basso: Salvini indagato per sequestro di persona ecc.
Bè un segno di presenza attiva andava fatto e la magistratura, sempre attenta becca, fra i tanti mostri colpevoli, il bersaglio più facile: l’uomo politico. L’uomo al governo che, simpatico o no, ha cercato di far valere le ragioni di un’Italia percossa e inaridita*.
Poteva la magistratura, dopo giorni di totale silenzio, lasciarsi scappare le prime pagine dei giornali? Certo che no. Così sceglie un capro espiatorio, a caso. E questa è la prova provata dell’ingannevole realtà italiana.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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