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11/12/2019
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Radio Colonna Via Margutta, 48, 00187 Roma redazione@radiocolonna.it Claudio Sonzogno

Mezzi Pubblici: timbro il biglietto e mi pento

Pagare il biglietto per la corsa in autobus/tram/metro è un dovere indiscutibile. Ma quando ti capita una cosa di questo genere…

2018-10-17 17/10/2018 ore 12:00

Autisti e controllori malmenati, autobus vandalizzati e calo vertiginoso del pagamento della corsa (obliterazione del titolo di viaggio!) sembrano le due facce della stessa moneta: l’inciviltà dell’utente.

Siamo allibiti e disgustati.

Ma se l’altro giorno (15 ottobre ’18) verso le ore 16 qualche disperato, come me, avesse aspettato per 30′ una scassatissima 913, per scendere da p.zza Igea al Centro, il disgusto sarebbe virato in rabbia verso Atac, parco mezzi, strade dissestate, sindaco ecc. ecc.

Il “nostro” autobus (di colore insolito e fuori standard) portava incollato al vetro un cartello dove, a penna, era indicato il fatidico 913. Null’altro di identificativo. Dopo tanta attesa, ovviamente il mezzo era sovraccarico (ma non c’era un limite per i posti in piedi?). Ogni fermata diventava un incubo perchè, per lo meno 20/25 persone cercavano di salire. Mentre nessuno scendeva.

Sempre più alti e violenti i toni degli spintonati, quasi a sfiorare la rissa. Pericolosissima l’apertura e la chiusura delle porte che, di volta in volta, diventavano delle presse o delle tagliole. E le persone esasperate e sempre più agguerrite cercavano a forza di spallate di trovare un varco. A quel punto impossibile. Alcune signore lamentavano “toccamenti” poco ortodossi, ma la realtà, come spesso accade, supera la fantasia, e in quella bolgia tutti si aggrappavano a tutti senza distinzione di genere. L’importante era resistere, difendere con ogni mezzo, lecito o illecito, il  proprio spazio conquistato.  A un certo punto della corsa era tale la concentrazione umana che non c’era neppure un minimo spiraglio per svolgere il classico mestiere del borseggiatore!  Le curve e le buche invece di “assestare” il carico provocavano pestate di piedi e sbandamenti deleteri. Ancora carichi siamo approdati ad Augusto Imperatore. Capolinea. Stanchi, incavolati e con un disperato bisogno d’aria. L’intasamento, per scendere al volo, è stato drammatico quanto il viaggio!

In tutto ciò ho un unico grande rammarico e lo confesso: HO OBLITERATO IL TITOLO DI VIAGGIO, quindi mi sento in parte correa mio malgrado dell’orrenda gestione della cosa pubblica. (#eiopago)

Ai vertici di ATAC e al Sindaco, invece del Tapiro d’Oro, va con grande soddisfazione il nostro, or ora istituito: AUTOBUS DI LATTA ARRUGINITA!

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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