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D&G bastonati dalla Cina tornano e brandizzano il food

Avranno pensato i due geniali sarti che dopo la magra cinese era meglio andare sul sicuro vestendo col loro brand il cibo. Un trionfo del kitsch!

2018-12-3 3/12/2018 ore 19:00

D&G

Il brand D&G ci travolge in ogni maniera.

Questi due occhialuti geniacci della moda ormai non si fermano più e trasferiscono la loro costosissima sigla ovunque. Quasi peggio dei Ferragnez!  La Chiara “firma” l’acqua minerale e che cavolo (avranno pensato) vorrai mica che restiamo indietro proprio noi? E così dal reparto abbigliamento sono comparsi spudoratamente anche al reparto food. Hanno brandizzato il food.

Allegri i packaging di spaghettoni, pomodorini, dolcetti, panettoni ecc…sempre molto in linea con quello che è diventato per D&G un must: la sicilianità. Limoni e carretti siciliani, arance e ceramiche decorate. Naturalmente i loro corner alimentari oscurano qualunque altra marca e specialità.

Scelta di marketing, secondo noi azzardata che rischia di svilire l’immagine di quello che è da sempre il loro vero core business: il look di altissima gamma. Andrà bene per uno straniero tornarsene in patria con i pomodorini e il panettone D&G ma per me l’idea di andare in giro vestita come una scatola di spaghetti è quanto meno raccapricciante! Una carnevalata totale!

E’ anche vero che ora tutti firmano tutto. Dai mobili, alle piastrelle, dalle auto alla biancheria da casa; ma per favore adesso basta! Forse fra poco tempo riusciremo a vedere anche i fazzolettini da naso, la carta da cucina (e non vado oltre…) “personalizzati” dagli illustri nomi dell’haute couture.

D’accordo che dopo la bufera mediatica e commerciale che ha investito la “tournée” cinese dei Dolce & Gabbana e le accuse di razzismo che son seguite i due ragazzi son rimasti più che scottati e, forse, per tirarsi un po’su han preferito buttarsi sul cibo, in questo caso, consolatorio sotto tutti gli aspetti. Confortante per loro, forse, ma per noi è stato un sussulto di kitsch assurdo. Una caduta di stile imbarazzante.

Allora, vien da chiedersi: perchè i vari firmaroli compulsivi non si giocano la faccia e il logo per aziende ITALIANE in crisi? Perchè non brandizzare i prodotti della Melegatti, o il latte nostrano, o l’olio o i cioccolatini della Pernigotti?

Perchè non dare una mano al Made in Italy di cui, anche tu mega brand (in generale) fai parte e vai fiero? Questa si che sarebbe una vera azione di marketing che colpirebbe tutto il mercato positivamente. Forse le grandi firme hanno paura di un possibile contagio? oppure non sanno cosa vuol dire “fare rete”? forse pensano che il marketing aggressivo e sfrenato confermi maggiormente il loro brand? Niente di più sbagliato! E’ quasi una manifestazione palese di cattivo gusto e con un vago sapore di “raschiamento di fondo del barile”.

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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