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Ospedale scrive a malato: spesi 264 euro per curarla

Una lettera che fa indignare se si pensa a quanto gli italiani spendono in tasse per il Servizio Sanitario Nazionale

2019-06-24 24/06/2019 ore 13:00

Gentile paziente, desideriamo renderla partecipe del fatto che il servizio sanitario nazionale ha impiegato euro 264 per il suo percorso di cura“.

Questa è una lettera consegnata, poco tempo fa, a una donna di 88 anni ‘colpevole’ di essersi fatta curare al pronto soccorso dell’ospedale di Pistoia.

Una missiva onestamente stridente e fastidiosa per una infinità di motivi.
L’ospedale lo sa quanto spendono di tasse gli italiani per essere curati?
Glielo diciamo noi. Il 19% delle tasse pagate dai 30 milioni di contribuenti Irpef va a finanziare proprio la sanità. Ma non solo. Leggendo il Sole 24 Ore, apprendiamo che gli italiani pagano di tasca propria un quarto delle spese totali per la salute.

Nel 2016 la spesa complessiva attribuita a ogni cittadino per la salute è stata quantificata in 2.426 euro: per i tre quarti pagati dal Sistema sanitario nazionale (Ssn), mentre il restante quarto – che ovviamente ogni cittadino ha pagato di tasca propria –  sfiora i 590 euro.

Senza considerare che se vogliamo prenotare una visita medica, dobbiamo armarci di santa pazienza perché, davanti a noi, avremo una fila lunga venti milioni di persone.

Nell’ultimo anno per sottoporsi a un intervento chirurgico c’è chi ha dovuto attendere da due a quattro mesi prima di essere ricoverato in un ospedale pubblico. Mentre, quasi quattro italiani su dieci, hanno atteso da 60 a 120 giorni per accedere a delle visite specialistiche.

Allora ci viene in mente un piccolo consiglio da dare ai dirigenti del servizio sanitario nazionale: mandatele ancora delle lettere, magari anche scritte a mano perché ci restituiscono quel fascino d’un mondo antico fatto ancora di rapporti diretti e non virtuali. Però, nel farlo, cambiate il testo.

Provate un: “Gentile signora, siamo ben felici di averla curata perché lei, con le sue tasse, ci dà tanti ma tanti soldini”.

Altrimenti si genera quel tipo di fastidio che ho provato ieri quando la cordialissima Azienda AMA chiedendomi 3mila euro per non so quale benedetto motivo, mi ha fatto ricordare le montagne di spazzatura che ho sotto casa e in giro per la città. Forse, i 3mila euro, li dovrebbero dare a me e agli altri romani scusandosi per il sistematico e intollerabile disagio.

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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