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Al via la Biennale di Antiquariato di Roma

Opere preziose e raffinate si rivelano a Palazzo Venezia

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di Redazione | 2016-11-26 30/09/2014 ore 14:08
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:29)

Da Belloto e Van Wittel ai Maestri caravaggeschi; dai grandi toscani del Quattro e Cinquecento ad una bellissima Madonna e Santi di Matteo di Giovanni, per non parlare di un Picasso del ’47 e delle eleganti sculture di marmo greche e romane testimoni di un’arte raffinata e lontana. C’è anche un torso di Venere del primo secolo che appartenne a Lorenzo il Magnifico. Si rischia di tralasciare delle opere di notevole importanza non descrivendole tutte tanto è ricca la proposta della Biennale Internazionale di Antiquariato che fino al 6 ottobre ospiterà, a Palazzo Venezia a Roma, una selezione dei migliori antiquari provenienti da tutto il mondo: migliaia di oggetti che spaziano dalla grande scultura greco-romana alle opere di artisti viventi che, messi insieme, trovano nella rarità, la qualità e la ricercatezza il vero fil rouge dell’intera Biennale.

 

La nuova edizione, che promette di essere la migliore delle otto sinora organizzate, attirerà nella Capitale un pubblico attento e di livello, capace di apprezzare la vera qualità, la rarità e la raffinatezza degli oggetti e delle opere esposte. Collezionisti, direttori di musei, buyer nazionali ed internazionali già in passato hanno considerato la Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma una tappa obbligatoria, contribuendo così ad accrescere il successo della mostra, e molti di essi hanno già dimostrato interesse per l’edizione 2014. L’organizzazione della mostra, l’Associazione per Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma in stretta collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma, hanno scelto nuovamente la splendida cornice di Palazzo Venezia per la preziosità dei suoi interni ricchi di opere di inestimabile valore storico ed artistico e per la possibilità di contribuire al loro mantenimento.

 

Grazie ai ricavi della manifestazione ed al contributo degli espositori, infatti, anche quest’anno la Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma si impegnerà nel recupero e nel restauro di una delle opere conservate a Palazzo Venezia: un olio su tavola del Giovan Francesco Maineri raffigurante Il Compianto di Cristo Morto e Donatori, restituendole la giusta visibilità ed il giusto prestigio nel panorama artistico mondiale. “Sarà una Biennale rivoluzionaria, perché volta pagina sul modo di organizzare, presentare e apprezzare l’antiquariato”, spiega Luigi Michielon, patron della Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma presentando la nuova edizione. E le novità, in effetti, non mancano. Le molte differenze con le edizioni precedenti e con le altre mostre di antiquariato iniziano innanzitutto con un allestimento pensato per assicurare il giusto spazio e la giusta visibilità ad ogni galleria evitando i classici stand fieristici e sfruttando le meravigliose sale di Palazzo Venezia come cornice delle opere e degli oggetti esposti. 

 

Una rigida selezione di ciò che sarà in mostra, inoltre, assicurerà qualità ed eccellenza ai visitatori, un pubblico internazionale, colto, esigente, fatto di appassionati e veri intenditori. Un vero punto di svolta sarà rappresentato dalla tecnologia che offrirà un nuovo modo di vivere l’antiquariato: una app, sviluppata ad hoc per la Biennale, consentirà di richiamare sul proprio tablet la scheda storico-artistica e i dati tecnici delle opere esposte e di entrare in contatto diretto con le gallerie presenti. L’organizzazione della Biennale, inoltre, ha lavorato duramente per ottenere il “diritto di notifica” per le opere esposte assicurando agli acquirenti la possibilità di godersi da subito gli oggetti acquistati. Grazie a questa nuova veste, la Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma è stata scelta come esempio dell’Italia della qualità ma anche dell’innovazione, e per questo è stata inserita tra le eccellenze del Semestre 

Italiano in Europa.

 

Tra le opere in mostra abbiamo detto che ci sono quelle selezionate da Cesare Lampronti, che della manifestazione romana è il Presidente. Lampronti ha selezionato il meglio del segmento del quale è leader: i grandi vedutisti, da Belloto e Van Wittel e i Maestri caravaggeschi. Fabrizo Moretti, segretario generale della Biennale Fiorentina, ha riservato a Roma opere straordinarie dei grandi toscani del Quattro e Cinquecento, opere degne di apparire nei grandi musei come spesso, in effetti, 

accade per alcune delle sue proposte. E’ un terreno, quello dei grandi toscani e in generale dell’arte antica, sul quale ha molto da dire anche Alessandra di Castro che propone – ovviamente tra le altre – una bellissima Madonna e Santi di Matteo di Giovanni, oltre ad un San Girolamo del Cavalier d’Arpino. Punta molto in alto Giovanni Pratesi che affascina col bellissimo Torso di Venere del primo secolo dall’illustre lignaggio. Poi testimonianze dell’Italia delle grandi Casate. Come la portantina di Rapous fatta per Casa Savoia (Gallerie Benucci) o la meravigliosa acquasantiera in argento di Casa Borromeo (Dario Ghio) o la coppia di consolle di origine principesca romana proposte da Il Quadrifoglio.

 

Un’opera di altissima qualità del fiammingo Mattia Stomer è tra le proposte di Carlo Orsi mentre Valerio Turchi esporrà una sequenza mozzafiato di marmi greci e romani, tra cui l’eccezionale testa di Antonino Pio in marmo pario e un plastico torso del secondo secolo. E’ un disegno che Annibale Carracci realizzò per la Galleria di Palazzo Farnese il “Nudo maschile seduto” proposto da Fondantico di Tiziana Sassoli. Anche Robilant + Voena puntano sulla scultura antica portando il Giove del primo secolo appartenente alla celebre Collezione Giustiniani. Di tutt’altra epoca ma di sicuro prestigio il Concetto spaziale del 1961 di Fontana. Del Novecento anche il Picasso del 1947 esposto da Tornabuoni o lo “Scoglio siciliano” di Savinio proposto da Laocoonte. E ancora l’Icaro, scultura di Chambellam per l’aeoporto di New York degli anni trenta della Galleria Roberta&Basta. (gc)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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