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Barkey, sogno tra legno e design

Quando l'imprenditoria spezza la monotonia e punta sull'innovazione

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di Redazione | 2016-11-26 17/03/2015 ore 9:05
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:38)

Leggeri nel design e realizzati a mano con il materiale naturale per eccellenza: il legno. Sono l’ultima novità nel campo degli occhiali da sole. Si chiamano Barkey, hanno lenti polarizzate, colorate o specchiate, e si stanno facendo strada in un mercato fin troppo fermo con un pizzico di intraprendenza, innovazione e creatività. Dietro c’è un brand tutto made in Italy nato dalla caparbia voglia di fare di due giovani imprenditori romani, Cristian Relandini e Alessandro Cosentino, intervistati da Radiocolonna proprio perché di storie così la nostra città e il nostro Paese ne ha sempre più bisogno. Questa è infatti la storia di un’idea nata quasi per caso, che con l’impegno e la determinazione, e nonostante le immense difficoltà burocratiche legate al mondo dell’imprenditoria, sta portando soddisfazioni e aspirazioni sempre più grandi.

 

Un’idea nata per caso che parte da…

 

“Dal materiale: dal legno, elemento stesso di attrattiva. Il legno – spiega Relandini – è un bellissimo materiale dai mille colori e sfumature naturali. Ogni occhiale è diverso dall’altro proprio perché realizzato a mano. Questo è derivato dalla stessa natura del materiale e dalla sua maturità che con le sue venature offre una variante di colore unico e irripetibile. Anche la stessa struttura risulta essere unica, se si provasse a spostare una lente da un occhiale all’altro (anche dello stesso modello) non entrerebbe proprio perché è stata realizzata apposta per quella montatura”.

 

L’idea, quindi, si ispira al materiale ma nasce dalla voglia di spezzare una particolare ‘monotonia’ di mercato:

 

“Crediamo che nell’ambito degli occhiali da sole ci sia una situazione statica: ormai nel panorama italiano e non solo ci sono 4 o 5 case che comandano il mercato. Il materiale che viene usato da queste case è sempre quello: la celluloide. Alcuni hanno provato a usare il ferro, il metallo, ma di fondo c’è una monotonia che deve essere interrotta. Ora l’elemento di stacco c’è, ed è questo materiale naturale accompagnato da lenti polarizzate su cui si può ancora lavorare parecchio”, precisa Relandini.

 

Non si rischia ad andare controcorrente in questa vastità di offerta?

 

“Per noi è un punto di forza voler andare controcorrente nonostante le difficoltà e gli ostacoli che può incontrare un giovane brand come il nostro – sottolinea Cosentino -. La cosa che vogliamo fare è quella di cercare di lavorare tanto su questo. Il nome, per esempio, è stato studiato con cura e attenzione. Bark (che significa in inglese corteccia d’albero) e un lavoro mirato di marketing con lo scopo di ricreare un’assonanza con un concetto che potesse sembrare già esistente. Infatti suona molto bene, dà l’idea di qualcosa che già esiste ma che è innovazione allo stesso tempo. Un’idea giovane e creativa che punta ad arrivare dappertutto, anche fuori dai confini italiani”.

 

Come state procedendo in questo ‘sogno’?

 

“Nonostante le difficoltà che l’imprenditoria sta affrontando in questo momento noi ci stiamo credendo e ci stiamo mettendo la faccia. Stiamo creando una rete di eventi legati al brand che sta incentivando tanto anche i rivenditori. Ci stiamo facendo conoscere sulla rete ‘tradizionale’ ovvero negozi di abbigliamento, ottici, negozi che puntano a prodotti più vintage e nello stesso tempo stiamo pensando all’organizzazione di un vero e proprio tour che partirà a primavera, il Barkey Vision Tour, dove andremo a proporre a strutture, stabilimenti, club sportivi di wakeboard e non solo il nostro stand correlato da musica e dj set per far conoscere e provare il prodotto. Partiremo ovviamente da Roma, ma stiamo pensando già a Milano,Londra e Giappone con alcuni nostri corrispondenti. Una specie di rete di affezionati che crede nel progetto e farà pubblicità al prodotto”, continua Cristian.

 

Vi affidate quindi ad una specie di ‘family’. In che modo?

 

“Stiamo cercando investitori e procacciatori che possano aiutarci in questo e la cosa bella è che è come se fosse un’unica grande famiglia dove i testimonial sono nostri amici e conoscenti, ragazzi comuni, persone come noi che si sono lasciate fotografare e riprendere in tutta la loro spontaneità – precisa Alessandro -. Tra loro anche qualche nome noto dello sport come Kekko Starita, campione italiano di Wakeboard e vice campione europeo e Ricky Santori, personaggio di spicco dello Snowboard italiano”. “Un’ottima notizia ce l’ha data l’Opel – aggiunge Relandini – che ha deciso di sponsorizzarci con la macchina Adam (un ringraziamento va a Marco Paionni Autoimport Roma) e che ha deciso di seguirci in questo progetto mettondoci a disposizione una vettura giovanile con un
colore davvero originale”.

 

Quali altri successi avete messo in “tasca”?

 

“Siamo diventati lo sponsor di un evento molto importante a Campo Felice e ci hanno già riconfermato per il prossimo anno. E’ nata così una collaborazione importante con lo Swup Snowboard di Campo Felice per l’evento ‘a banked slalom’. Siamo sponsor ufficiali del Cnvs, Centro di wakeboarding del Lago del Salto e tutti gli istruttori indosseranno Barkey d’estate e d’inverno anche nelle gare. E in vista c’è una grande sorpresa per dei testimonial d’eccezione che sicuramente faranno molto piacere al pubblico femminile…ma non anticipiamo nulla”.

 

Una soddisfazione dopo l’altra, ma quali sono le vere difficoltà?

 

“Essendo partiti da un sogno e avendo iniziato dal basso è normale che le difficoltà principali le stiamo riscontrando a livello economico di budget. Ma l’occhiale piace tanto e ci rincuora e ci stimola ogni giorno di più vedere che la domanda supera le nostre scorte di magazzino. Stiamo crescendo più di quanto ci immaginavamo e questo è già un successo per noi”, sottolinea Cosentino.

 

Forse proprio la vostra filosofia sta aiutando particolarmente la buona riuscita di questo progetto: far indossare i Barkey ad amici, parenti e conoscenti che con le loro vite e i loro lavori, anche in giro per il mondo, possono far conoscere l’occhiale semplicemente portandolo.

 

“Indossando Barkey, fai conoscere Barkey perché ti piace e ci credi…innesecando così una catena di pubblicità che può far arrivare il nostro occhiale ovunque, senza limiti di età, di genere, di status sociale o di confine”, ribadisce Cristian.

 

Un occhiale per tutti…insomma…

 

“Decisamente. E’ amato dai ragazzi e dalle ragazze come noi, ma anche da gente più matura d’età. Le lenti polarizzate poi lo fanno amare dagli sportivi sia quelli che praticano su neve che in acqua: l’occhiale, infatti, galleggia senza rovinarsi, è leggero (21-24 grammi) e ha un design semplice che può essere veramente indossato in ogni occasione”, aggiunge Alessandro.

 

Una particolarità?

 

“I nomi. Abbiamo deciso di chiamare i modelli come il nome di città o luoghi del mondo. Finora abbiamo Kyoto – racconta Cristian – dove c’è una delle foreste di bamboo più grandi del Giappone e Horizonte, il prossimo sarà Roma. Insomma noi ci stiamo affacciando sul mondo, voi siete pronti a seguirci?” (g.c.)

https://www.youtube.com/watch?v=tvfQC_rgAI4

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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