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Roma: in 2 anni 1.000 ispezioni Nas, 50% ristoranti irregolari

Il capitano Praturlon: su 90 casi denunciati 30 sono frodi commerciali

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di Redazione | 2016-11-26 26/10/2015 ore 14:01
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:59)

Tocca la soglia dei 15 mila il numero di ristoranti, pizzerie, locali e punti di somministrazione a Roma. Un mare di attività sottoposto a una normativa stringente e controlli serrati su più fronti. Quello più focalizzato e mirato è il monitoraggio dei  Nuclei Antisofisticazione e Sanità (N.A.S.) dei Carabinieri. Radiocolonna ha intervistato il capitano Dario Praturlon, comandante dei Nas di Roma, per fare il punto della situazione nella Capitale. 

1) Che tipo di attività svolgono quotidianamente i Nuclei Antisofisticazione e Sanità dei Carabinieri?

Il nostro è un tipo di controllo mirato, specifico, ‘no random’. Focalizziamo, infatti, l’attenzione su alcune fenomenologie più utili. Se dovessimo controllare in modo randomico tutti gli alberghi, i ristoranti e gli street food di Roma ci vorrebbero mille carabinieri dei Nas (siamo 39 e ci dobbiamo occupare anche di sanità, farmaci e lotta alla contraffazione). Per fare un esempio miriamo i controlli anche stagionalmente: basti pensare ai prodotti tipici di una certa stagione (come l’olio a novembre, prodotti natalizi sotto le festività; gli ambiti turistici nel periodo estivo).

2) Un po’ di dati sulla ristorazione a Roma?

Negli ultimi 2 anni i Nas hanno realizzato mille ispezioni. Il 50% dei controlli ha rilevato delle irregolarità. Sembrerebbe un dato allarmante, ma in qualche modo è meno di quanto si possa immaginare. Ecco perché: la maggior parte degli esiti non regolari sono dovuti a violazioni amministrative. La normativa vigente sulla sicurezza alimentare è abbastanza stringente ed è direvazione europea. Circa il 70% degli obiettivi irregolari riguardavano violazioni amministrative (circa 400 casi che riguardano la non attuazione dei programmi di autocontrollo o la mancanza di tracciabilità del prodotto). Poi tra questi mille controlli ci sono una novantina di denunce penali (violazioni penali).

3) Quali sono le violazioni che riscontrate maggiormente?

Quelle che vedono gli alimenti in un cattivo stato di conservazione (temperatura non idonea; invasi da muffe; aggrediti da topi) e sono delle violazioni abbastanza gravi. E poi la frode in commercio che vede la somministrazione di prodotti congelati ma ‘spacciati’ per freschi (ricordiamo che sul menu deve esserci l’asterisco quando il prodotto è congelato). E’ capitato che qualche ristoratore si sia ‘dimenticato’ di segnalare sul menù un piatto congelato e poi si è visto che nella cucina non c’era nulla di fresco (su 90 casi denunciati una trentina sono frodi in commercio). E infine ci sono quei casi più pericolosi per la salute (4 o 5 su mille) che abbiamo verificato tramite analisi e che hanno fatto emergere casi di salmonella o istamina nel tonno (indice di una cattiva conservazione del pesce che in quel caso viene congelato, scongelato e ricongelato).

4) Si può parlare di zone più a rischio?

Premettendo che i controlli dei Nas sono mirati e non randomici. Dalle chiamate che ci arrivano ci sono delle zone che in qualche modo sono più oggetto di ispezione come quei quartieri in cui c’è una maggiore concentrazione di ristoranti etnici (dal cinese all’indiano, Bangladesh..etc): come l’Esquilino, Casilino o Tiburtino. Le zone del centro invece hanno più problemi strutturali perché i ristoranti si trovano in edifici più vecchi e hanno dei vincoli con i beni culturali (spesso hanno problematiche relative alle canne fumarie). Stessa cosa per San Lorenzo, dove si registrano principalmente difficoltà per via delle cucine piccole etc… Tra i casi più curiosi e allo stesso tempo fastidiosi? Un locale molto bello a Via Veneto che ‘spacciava’ carne chianina ai turisti mentre era carne di derivazione tedesca o francese o una pizzeria a Piazza della Repubblica che forniva delle pizze congelate facendole passare per cotte a legna quando nel locale non c’era nemmeno il forno.

5) Lotta alla contraffazione: chi vince?

Il ladro ha sempre un certo vantaggio perchè parte prima ed è davanti a noi di 10 metri. Non so dire se lo prenderemo mai…ma di sicuro gli facciamo il fiato corto perché lo inseguiamo a vista. Si inventano sempre qualcosa di nuovo, ma noi abbiamo dalla nostra di stargli sempre addosso. E’ bene ricordare che il controllo nel ristorante è il punto di arrivo della nostra attività. Noi cerchiamo di ampliare e colpire a monte: prevenire i fenomeni di possibile somministrazione di alimenti non idonea già dai fornitori. Se riusciamo a bloccare una partita di alimento potenzialmente pericoloso o contraffatto è decisamente più efficace e comporta un controllo capillare del territorio (si pensi alla collaborazione con le dogane, i centri di smistamento delle merci…insomma un lavoro a monte della filiera). (gc)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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